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lunedì 21 maggio 2012

Capire la preghiera


Riflessione sulla preghiera.
by fr. Luciano
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  Come sapete la preghiera è innanzitutto, “dialogo interiore dell’anima con il suo Creatore”, con la preghiera si instaura un rapporto intimo e del tutto personale con il proprio Signore. E’ un rapporto che non si può spezzare, pena la vita stessa dell’anima, come sappiamo l’anima senza il Suo Signore e spenta. Anche i non credenti hanno, più o meno consapevolmente, questo dialogo interiore, nel loro essere non credenti o non praticanti ci chiedono a volte ma chissà se…. Certamente c’è molta differenza tra preghiera e preghiera ed è la stessa differenza che esiste tra anima e anima. Così come esiste differenza tra missione e missione e tra risposta e risposta alla chiamata di Dio. Siamo tutti meravigliosamente diversi perché unici, e la grandezza di ognuno di noi.
    La prima cosa da mettere a fuoco è che siamo creature eterne e che la vita terrena è solo una piccola parte, “e solo un affacciarsi dal balcone della propria vita per respirare cosa si fa”. La prima domanda è quindi : “Da dove veniamo e dove andiamo?” Gesù stesso risponde anche per noi nel Santo Vangelo quando dice : “Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre». (Giovanni 16,28) Quindi siamo venuti in questo mondo mandati dal Padre e al Padre torneremo alla fine di questa vita, questo e il nostro vero fine di ogni cristiano.
   La nostra preghiera è vera se non è egoistica, che prego per me, la preghiera e fatta sempre per l’altro, con i benefici sul’altro viene esaudita la nostra.
   Ci sono persone che credono di saper pregare perché recitano molte preghiere, non solo le tante preghiere che ci santificano ma come le facciamo, con quale cuore, e in verità pregano ma la loro preghiera è molto superficiale e non penetra le nubi, come invece penetra le nubi la preghiera degli umili. (Siracide 35,17), questo succede perché non nasce dal proprio bisogno di pregare il Padre, l’esigenza di stare con Lui, di invocarlo, la preghiera bisogna sentirla, amarla e ascoltarla, perché sia una vera preghiera.
    Siamo mendicanti di Dio e non dobbiamo dimenticarlo. Questa verità non ci reca tristezza ma una profonda gioia perché più siamo consapevoli della nostra miseria e più riusciamo ad accostarci alla conoscenza del nostro Dio e a riposare in Lui. Non dimentichiamo mai che Lui stesso è UMILTA’, anzi impariamo da Lui che mite e umile di cuore. (Matteo 11,29), Dio come sappiamo non ha bisogno della nostra preghiera perché e già santo ed e glorificato per mezzo del figlio, ma vuole che lo invochiamo come padre.
            
Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 8 maggio 2012

Conoscere il santo Rosario


Riflessioni sul Santo Rosario.
Di fr. Luciano

   Incontro di preghiera per introdurci al mese di Maggio.
MARIA MODELLO PER IL NOSTRO CAMMINO.

   Mi è stato chiesto di preparare qualcosa su come introdurre questo mese dedicato esclusivamente a Maria, a colei che per opera del Padre a portato al mondo Colui che ci darà la salvezza, ma non solo Maria a partorito, ma anche noi possiamo e dovremo partorire, cioè portare nel nostro grembo Gesù, Lei lo ha portato alla luce per farci redimere, noi lo possiamo far nascere per dare testimonianza della Redenzione, la gioia del vero cristiano che vive alla sequela di Cristo.
      Che possiamo dire di Maria, come ha vissuto Massimiliano Kolbe e prima di lui tanti altri. Come ha sperimentato la presenza di Maria, Maria la prima discepola del Maestro, la donna del “Si”, la donna dell’Incarnazione, la donna del vivere quotidiano, la donna dell’umiltà, la donna dei consigli evangelici, del silenzio, chissà quante volte ha sofferto nel silenzio del proprio cuore.
    In questo momento di preghiera approfondiremo alcune di questi temi, ma prima di fare questo la vogliamo invocare come Madre del nostro cammino nel quotidiano:
       
   “Dolce Madre, chissà quante Preghiera e storia del Rosariovolte ha sperimentato le fatiche che ogni giorno si presentano, le difficoltà a seguire il Signore, le angoscie vissute, l’impegno di saper dare il meglio del proprio amore di genitori al proprio figlio nella tenera età, aiutaci allora ad invocarti come nostra consigliera, aiutaci ad fidarci del Signore, del progetto che ha su di noi, sii tu la nostra guida, aiutaci a saper accogliere con docilità la Parola di tuo figlio Gesù, cosi come hai fatto Tu nel Tuo vivere il quotidiano, ma specialmente nei momenti tristi e oscuri, a non perdere quella pace interiore, quel giardino meraviglioso dove si trova il mio essere con il Dio dell’amore, aiutami ad essere tutto Tuo come ha saputo fare kolbe a essere proprietà Tua, e ha donarmi completamente ad ogni bisognoso”.
   Carissimi, su Maria tanti hanno scritto, ma ancora di più hanno saputo vivere in se tutta la Gloria di Maria, non c’è santo che non abbia amato la Madre, ma pochi penso che hanno cosi incarnato i suoi sentimenti.
    La vita di Kolbe che fin da bambino avuto la grazia di essere stato in contato con la Regina celeste, non è solo una devozione, e lo sapete bene, ma e un proprio vivere come ha vissuto Lei, il dedicarsi totalmente a Lei, per combattere la buona battaglia, in questo mese a Lei dedicato allora vogliamo anche noi impegnarci, per quanto possiamo a metterci alla sua scuola, dove possiamo veramente imparare ad amare Gesù, a saperlo pregare e ha saperlo seguire sulla via della croce, che non ci deve spaventare se questa vuole essere la nostra strada, accettare la croce e voler accettare la Vita, la vera Vita, il vero vivere per Qualcuno, e il fine del volersi donare.
     Dicevamo la donna del quotidiano, la vita di una mamma, che mi sembra più idoneo ai nostri giorni e comprenderci di più, da mamma a serva, da serva a discepola, da discepola a maestra di vita, il cuore di una madre e sempre un cuore pieno di affetto e di amore, anche se al giorno di oggi se ne parla poco, e ancora di meno lo si vive, perché si e perso secondo me proprio il senso della concezione di essere un modello di vita per i propri figli, il senso dell’amore, l’importanza di dare gioia alla vita per un figlio, allora vogliamo rivolgerci a Lei alla Madre celeste perché possa far germogliare nel cuore di ogni mamma, ma anche in ogni cuore dell’umanità, il senso profondo del dono della vita:
   “Cara Madre ti invochiamo ancora una volta con questo titolo di Madre perché sentiamo il bisognoso di invocarti come Madre, aiutaci ad essere veri annunciatori di gioia, portatori di vita, ad essere messaggeri di pace, Tu sei stata la prima a portare il lieto annuncio del Salvatore, ad essere la messaggera di Dio, “Grandi cose ha fatto colui che è potente e santo il suo nome”.
  Allora vogliamo portare quasi al termine questo momento di preghiera e di riflessione che non e altro che un piccolo faro nella notte tenebrosa, che vuole rischiarire il mondo e risanare le ferite dell’umanità, nel concreto p. Kolbe era questo il suo desiderio, portare l’Immacolata ai confini del mondo, che poi e anche la missione di ogni milite o consacrato a Lei, l’essere consacrato cioè essere sacro, non vuole dire stare nascosto e  tenere tutto per sé, ma neanche stare al centro, Maria ci è da maestra in questa la donna del silenzio interiore, e dell’umiltà eccellente, come sappiamo nella Bibbia Maria compare pochissime volte, e poi che fine ha fatto, infatti si conosce poco della vita sua, ma ancora di meno di Giuseppe il falegname, ma la troviamo presente nei momento più importanti della vita di Gesù, il suo silenzio e stata una presenza sempre viva nella vita di Gesù, vogliamo concludere con la vita dei santi, per cercare di portare ai nostri giorni e specialmente in questo mese a lei dedicato, in cui possiamo metterci alla sua scuola ed ascoltare la Parola di suo Figlio.

     Come dicevo sono tanti i santi che si sono follemente innamorati di Maria, per la sua maternità, la sua tenerezza, la sua accoglienza, ma specialmente per la sua intercessione presso Gesù e con lui a Dio, il ricorrere a Lei nei momenti di sfiducia, di delusione, nei momenti di prova, Lei che e stata sotto la croce, a guardare il Figlio che con tanto amore a cresciuto, a amato, a sofferto, a servito, a ascoltato e a seguito, non si può non stare senza amare Lei, cioè amare la Madonna non è una pratica o una devozione, e questo c’è lo dicono chiaramente i santi, in particolare Kolbe, ma un vivere, un abbandonarsi, non è la preghiera del rosario che mi fa devoto è un mezzo, un ‘intercessione, un’invocazione, ma quel che ci rende mariani è accogliere Maria nella propria vita, e vivere con Lei, far nascere il Lei dentro di noi il Signore, e diffondere, se non conosciamo Maria non possiamo conoscere Gesù e vice versa, e non possiamo entrare nella gioia del Padre, quando Gesù ci dice che lui e la Via, la Verità e la Vita, la Porta del cielo, ma chi e che ce la fa conoscere se non Maria, Lei che e la portatrice del Verbo incarnato, un’ultima immagine di Maria che vogliamo prendere con noi come fosse il mandato per questo mese, e quando viene rappresentata con il Figlio nelle sue braccia, sono innumerevoli i significati, quando lo stringe, quando lo guarda, quando si appoggia, o quando lo mostra e quando lo dona, noi vogliamo prendere l’immagine quando lo dona, la Madre di Dio che ci dona suo Figlio e a nostra volta lo vogliamo donare ai nostri fratelli per mezzo di Maria, donandoci anche noi certi che siamo tenuti stretti tra le braccia di Maria specialmente nei momenti di difficoltà, e concludiamo con uno scritto di Kolbe che mi sembra ideale per farci condurre in questo mese mariano:

<<Lasciati condurre dallo Spirito santo>>.
<<Lasciati condurre nella pazienza, nell’amore, dalla Divina Provvidenza>>.
<<Lasciati condurre… nelle cose che non sono di tuo gradimento>>.
<<Lasciati condurre dalla Divina misericordia, dall’Immacolata>>.
<<Lasciati condurre nella pace, nella pazienza e nell’amore della divina misericordia>>.
<<Lasciati condurre…attraverso l’immacolata, e allora farai tantissimo bene, renderai a Dio il massimo grado di gloria per mezzo della salvezza delle anime>>(SK987).


Il Signore ti dia pace e gioia!

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