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lunedì 29 dicembre 2014

SANTO NATALE!

AUGURI DI UNA SANTO E FRUTTUOSA NATALE DEL SIGNORE!

FELICE NATALE A TUTTI!

Il Signore ti dia pace e gioia!

lunedì 22 dicembre 2014

Natale ...

E' NATALE!
Tra pochi giorni festeggeremo il santo Natale come ogni anno, i soliti auguri, solite promesse, i regali, pranzi, incontri, e qualche preghiera, la santa messa perchè e Natale, qualche opera buona.
Queste sono cose buone e giuste che richiamano le festività Natalizie, ma non vi sembrano scontate, abitudinali, come fosse un qualcosa da compiere in quel periodo, poi tra qualche settimana passa tutto, solite lamentele e via dicendo..
Ma il natale cosa porta di novità? Cosa ci rimane realmente in noi? Cambia qualcosa? Cosa facciamo per sentirlo ogni anno sempre come nuovo ?
La nascita di Gesù  come ogni anno, ma poi cosa mi dice? Le solite cose? 
E se penserei che fosse una buona occasione per iniziare un qualcosa di nuovo, non tanto esternamente, ma per me, dentro me, solo per me, non sarebbe bello, un rinnovo interiore, per vivere più sereno, più gioioso, nonostante i mille problemi e difficoltà che ci soffocano ogni giorno?
Sentire dentro di noi quell'amore che abbiamo in fondo, in fondo per Gesù che a volte nascondiamo, forse perchè ci vergogniamo? Perchè qualcuno potrebbe pensare uno di quei devoti accaniti, che pensiamo solo a quelle cose di chiesa.
Invece no, coraggio, esprimere tanta gioia, gioia che costruisce e crea, sincera e spontanea, che fa star bene nonostante i problemi, il Natale deve essere vissuto in pienezza, ringraziando il buon Dio per tutto il bene e anche le difficoltà della vita che ci rendono vivi e attivi, se tutto andrebbe perfettamente sarebbe tutto piatto, morto e senza armonia, invece ringraziarlo per tutto, e la nascita del Figlio deve essere una forza in più che ci sostiene e ci da coraggio per andare avanti, ci rinnova, non ci sconforta, ci faccia trovare sempre quella forza di ringraziare e di amare qualsiasi situazione, ecco allora il mio augurio che si concretizza nel augurarvi che possa essere un Natale ricco e vissuto in tutta la sua pienezza con gioia e meraviglia che ancora una volta Gesù ci viene incontro con la tenerezza di un bambino che attira la nostra attenzione per dargli le prime cura di affetto e di amore e questo sia il nostro augurio di poter dare sempre affetto e amore a chiunque e dovunque con gratuità  e carità umile e semplice.  BUON NATALE A TUTTI!


Il Signore ti dia pace e gioia!

lunedì 1 dicembre 2014

TEMPO DI AVVENTO- TEMPO DELLA SPERANZA.

TEMPO DI AVVENTO- TEMPO DELLA SPERANZA.
Siamo entrati nel tempo di Avvento, il tempo delle attesa, della speranza, dove ci viene chiesto di vigilare, di preparare la strada, di gioire, il tempo per gioire e vicino, svaniscono le lacrime, possa finire la sofferenza, ci possa essere una pace, una grande pace, nelle famiglie, nel mondo, nella società, che possa trionfare l'amore e il bene per l'uomo, la giustizia e la carità possano arricchire ogni uomo, colmare ogni lacrima, non temete, non abbiate paura, il Signore viene, e verrà per noi e ci consolerà con le sue dolce parole, ma per poter vivere tutto questo con un cuore puro e aperto a Lui, ha bisogno di conversione, di penitenza, di preghiera, di amore e di carità, solo cosi potremmo vivere un avvento ricco e abbondante di consolazioni ed esplodere di gioia nella notte santa dove ogni sofferenza e lacrima scompare, allora buon cammino nella gioia e nell'attesa feconda del Signore Gesù che viene nella nostra vita per vivere con noi e in noi!


Il Signore ti dia pace e gioia!

giovedì 20 novembre 2014

Ringraziare il Signore.

Ci avviciniamo al Tempo di Avvento.
Ci stiamo avvicinando alla solennità del Cristo re dell'universo, come alcuni lo descrivono il capodanno della chiesa, un'anno liturgico ci sta concludendo e ne si apre un'altro con la grazia di Dio, potremo scrivere all'infinito per descrivere tutto ciò che e accaduto in quest'anno sia spiritualmente che umanamente, ma di questo ci occuperemo in altre occasioni, ora pensiamo in maniera particolare ciò che ci ha colpito, ciò che ci portiamo, ciò che non ci aspettavamo, e cosa e cambiato in noi, basterebbe solo questo per fare in maniera sintetica un'altro pezzo della nostra vita con Gesù, ma guardiamo in avanti per il prossimo Natale che verrà, cosa sento di diverso, cerco di viverlo in maniera particolare, tanti traumi e tragedie sono accaduti che quasi si vorrebbero allontanare da tutto ciò, ma cerchiamo di aver un cuore nuovo, aperto con la voglia di ricominciare come fosse il primo giorno, come fosse il giorno del battesimo che nasciamo a vita nuova e pura, penso che sia questo detto in breve ciò che vorremo in questo inizio di anno nuovo, ringraziando quello trascorso tra mille difficoltà. Buon cammino e buona nascità a tutti voi con Gesù nel cuore.  



Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 4 novembre 2014

Il dono della vita consacrata e il Saio Francescano.

Portare l'abito religioso.
Laudato sii mi Signore per il dono meraviglioso della vita consacrata.
Non c'è cosa più bella che vivere la propria vocazione, questa esperienza meravigliosa che si concretizza nel viverla insieme a tanti fratelli che si incontrano ogni giorno, vivere ogni genere di emozioni, di sentimenti, di desideri, di preoccupazioni, di sofferenza, di gioia, ascoltare le esperienza di vita, crescere nella fede insieme, pregare allo stesso modo il Padre celeste, conoscere l'immenso amore del Figlio, ed essere figlio della Madre del Signore, sentirsi dentro la gioia dell'incontro con Cristo, nonostante fuori il mondo, la società, gli avvenimenti possono portare rabbia e delusioni, egoismi e interesse, ma tu senti dentro una certa nostalgia del bene, del Sommo Bene, hai il desiderio di cercare Lui che è verità, pace e serenità, ma è ancora più meraviglioso quando lo vivi ogni giorno con la tua testimonianza, specialmente se rivesti di quel glorioso abito, che ti rende morto per il mondo ma vivo per lo spirito, ed attraverso quell'abito tanta gente vede in te tanta serenità, trova la consolazione dei suoi affanni, nonostante tu possa essere quel misero e povero uomo che ti senti dentro, quelli che ti vedono vedono la loro speranza, la bellezza di quel abito che ti avvolge, anche se sai che ti riveste di una forte responsabilità, anche se non come persona ma per quello che rappresenti e meraviglioso, a volte quell'abito ti quella protezione che neanche tu sai di avere, quella sicurezza che ti fa avanzare senza timore, anche se tu sei timidi e tremolante, quell'abito di da quella forza e quel coraggio che non ti aspetti, a volte e vero che ingombre, a volte mette in soggezione, ma sai accogliere quella soggezione diventa apertura e dialogo, anche se a volte pesa, a volte richiede rinuncia, può attirare umiliazioni, ma se tu sei innamorato dell'abito, anche se non ti riconosci in quell'abito tu vivi l'esperienza più bella che possa aver mai fatto!    


Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 28 ottobre 2014

Pensieri per la vita

IL CANTICO DELLA FELICITA'
Se ami, pazientare devi.
Se testimoniar vuoi, silenzioso bisogna essere.
Se vuoi donare, rinunciar a qualcosa devi.
Se gioia vuoi sentire, guarda con amore.
Se vuoi crescere con Gesù, accogliente bisogna essere.
Se felice vuoi essere, con Gesù devi essere.
Se tristezza e malincuore ti prendono a Gesù li devi donar.
Se dispiaceri e incomprensioni hai, da Gesù devi andar.
Se gioioso sei ringraziar Gesù devi.
                                                                           Se soffri a Gesù devi invocar.
                                                                           Se cosi farai la gioia ti verrà.
                                                                            frate francescano ti saluta e ti ringrazia.
Con Gesù e Maria uniti nella preghiera e san Francesco e santa Chiara a voi vi amiam.


Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 22 ottobre 2014

PENSIERI SPIRITUALI

DAI PENSIERI SPIRITUALI DI FRATE FRANCESCANO
O Gesù,
tu hai lavato i piedi ai tuoi discepoli, Tu che  sei il nostro maestro,
la nostra via, il sommo bene, insegnaci anche a noi ad amarci reciprocamente, liberati da ogni schiavitù,
sul l’esempio di Francesco, di Chiara e di tanti santi, insegnaci a perdonarci,
a essere fratelli, a servici a vicenda con amore puro, allontana da noi le cupidigie del mondo, che sono la causa dei mali dell’uomo, del peccato, aiutaci invece ad essere nuove creature, libere di amare, gioire e di servire. Amen.




Il Signore ti dia pace e gioia!

domenica 12 ottobre 2014

GRAZIE SIGNORE!

GRAZIE SIGNORE BUON PASTORE.
 Sono grato al Signore per i circa 128.000 seguaci che mi seguono sui vari blog, canali e network, questo grazie al Signore per tutto quello che ci dona, è che mi ispira di scrivere, nonostante non sia un gran scrittore o un buon studioso, ma quello che mi suggerisce un pò il cuore, un pò di esperienza di vita, un pò di studio facendolo mio cerco di condividerlo con voi, è per questo li dedico la preghiera di san Francesco nostro padre fondatore che possa sempre illuminare i cuori e le menti degli uomini e possano essere tutti uno strumento di pace per il Regno di Dio.


Io non ho nessun merito di tutto ciò, perchè per chi mi conosce sa le mie semplici e poche capacità di questo genere ma il Signore e grande e mirabili nei suoi figli e fa opere grandi in essi.




Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 7 ottobre 2014

PREGHIERA AL CROCIFISSO

PREGHIERA AL CROCIFISSO
Donami di contemplare  il tuo volto sofferente, ma, sereno perché vive in Dio Padre; sofferente dall’esterno dal punto di vista umano, ma ricco di gioia internamente.  Donami di adorare quelle piaghe che sono state fatte per me. Concedimi di lavarmi con quel prezioso sangue offerto per me, per far un patto eterno. Lasciami baciare quelle spine che ti pungono per i miei peccati. Che io possa abbracciare  quelle braccia aperte in segno di donazione. Donami di meditare la ferita del tuo costato in segno della chiesa nascente in remissione dei  peccati e della vita nuova scaturita dal battessimo. Fa che possa comprendere il tuo corpo nudo in segno della nudità dell’uomo. Fammi comprendere la forma della croce come simbolo della più crudele morte. Donami di contemplare come pendi dalla croce per comprendere che per arrivare alla gloria bisogna innalzarsi da terra. Accettare la croce è accettare di vivere con Dio Padre nella gloria.
Ora abbiamo il tuo corpo tra le nostre mani, beviamo il tuo sangue; donaci di sentire la tua presenza viva in mezzo a noi, saper gustare il tuo soave corpo nel nostro misero corpo. Donaci di capire la possibilità che ci hai dato di dialogare liberamente con te  è sicuri di essere ascoltati; sentire il profumo del tuo sangue che invade il nostro corpo impuro e corrotto. Sentire il tuo corpo che brucia come fuoco ardente la mia infedeltà, il tuo Spirito che mi purifica da ogni sozzura. Solo cosi so ti averti contemplato. 

(fr.Luciano)



Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 30 settembre 2014

Francesco di Assisi

SAN FRANCESCO SEMPRE VIVO NEI NOSTRI CUORI.

Era da tempo che non scrivevo, ma per la solennità di san Francesco non potevo stare in silenzio,.
 Di Francesco conosciamo tante cose, Francesco e stato un uomo, un fratello, una persona veramente eccezionale, avventuroso, coraggioso, a vissuto momenti di paura, di sconforto, di abbandono, di sofferenza, con le sue malattie che a volte erano atroci e impossibile da sopportare, ha sempre ringraziato il Signore, è riuscito a raggiungere un rapporto cosi intimo con Dio, parlava con Lui in una maniera cosi amorosa come due fidanzati, Francesco che nella sua vita si e sempre riconosciuto piccolo e disprezzato, povero e misero dinanzi a Dio, eppure e stato uno dei più grandi e mirabili di tutti i tempi, ancora oggi è uno dei santi più conosciuti e parlato al mondo, con il suo parlare dolce ma forte e penetrante, Francesco quando parlava non era un parlare di studio, ma un parlare del cuore, un parlare di un'esperienza vissuta sulla sua carne, un sentire suo la sofferenza, la gioia, l'amore, il sacrificio ma tutto lo riponeva in Dio, allora ringraziamo il Signore perché ci ha donato un esempio vivo del suo amore che ancora oggi risuona ai nostri occhi, i suoi esempi possono essere i nostri, confidiamo nel Signore e lodiamolo per tutti i benefici che ci concede ogni giorno, e per intercessione di San Francesco giunga su tutti voi la sua santa benedizione. Amen. 





Il Signore ti dia pace e gioia!

giovedì 21 agosto 2014

RIENTRO DALLE VACANZE .... Gioia o nostalgia?

E SI RIPRENDE ... TRA SERENITA' E NOSTALGIA.
        Ebbene si sta concludendo anche quest'anno il periodo di riposo estivo, o almeno per la maggior parte di tutti, che dire? Cosa pensare? Si sentirà un pò di nostalgia?
    Non lo possiamo nascondere con il pensiero del ritorno al lavoro, dell'ufficio, della fabbrica, dell'insegnante, e via dicendo, un pò ci pesa non che non vogliamo ma il riprendere che ci e difficile, c'è anche chi piace, perché riprende la normalità e soliti ritmi ed e felice cosi, c'è chi ringrazia per il tempo trascorso insieme e che si da appuntamento per la prossima estate, segno che e contento di aver trascorso quel periodo di serenità ed e la cosa più bella da parte mia, che bisogna aver presente nei propri ricordi dei momenti lieti, che poi ci potrebbero aiutare in quelle situazioni meno liete, ma l'importante e qui a volte c'è un piccolo sbaglio o rimorso, perché a volte sento, anche a me capita, quando incominciano i soliti problemi che vorremo scappare, ecco che ci rifugiamo nelle vacanze, invece dovremo invece di rifugiarci farsi consigliare, perché in quel periodo  eravamo sereni e propria quella serenità che ci deve dare forza e coraggio per andare avanti e superare quei momenti, pensiamo a quanti non hanno questa possibilità, specialmente per gli ammalati, chi vive la solitudine e via dicendo, infatti se ci fate caso c'è una maggior attenzione a questi, cosa dovrebbero pensare questi quando sono in preda a crisi? 
        Potrei raccontare una esperienza personale di una persona che vive da sola, che mi fece pensare molto e a volte ci penso ancora, pensando proprio alle persone sole, perciò è importante ringraziare il buon Dio, per il credente o non credente, con rispetto parlando con tutti, ringraziare veramente per tutto il bene che viviamo, e come dico sempre anche se viviamo momenti brutti che vorremo cancellare, ringraziamo, dobbiamo avere la forza di ringraziare, questo cui aiuterà molto, credeteci, perciò ringraziare per ogni momento della mia vita e cosi prezioso che mi aiuterà a vivere sempre bene anche nella sofferenza o difficoltà.
       Un'ultimo pensiero:
    A volte e vero ci prende un pò di nostalgia quando siamo stanchi e vorremo riposarci un pò, ma le possibilità non ci sono, per tempo o per economia, è qui mi verrebbe da consigliare rivedere qualche bella foto o qualche video e ripercorrere quei tempi, o se c'è possibilità trascorrere diversamente con una breve uscita con tutta la famiglia nella semplicità più assoluta, penso che sia propria una bella cosa questa, riprendere la gioia di stare in famiglia e godersela, senza ovviamente dimenticare i problemi della società, ma avere degli spazi propri anche piccoli e bellissimo ed rilassa veramente tanto.
       Dopo tutto ciò non può mancare una speciale benedizione su tutti voi e sulla vostra famiglia piccola e grande che sia, sia nella sofferenza che nella gioa vi accompagnano sempre la protezione dei santi francescani con la Madre celeste che possa aprire il suo manto e vi custodisca sempre. Amen. 


Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 29 luglio 2014

Alto e glorioso Dio

                            O ALTO E GLORIOSO DIO.
Semplici pensieri su questa bellissima preghiera di san Francesco, come sappiamo Francesco era un'amante del Crocifisso che trovo a san Damiano, ricco di significati e di espressioni, ed è proprio questo sguardo gioioso che colpi Francesco, che secondo la tradizione parlò a Francesco, anche noi come lui ci facciamo affascinare da questo meraviglioso crocifisso.



La-vita-Spirituale-francescana
Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 15 luglio 2014

L'ESIGENZA DI ANDARE IN CHIESA.

L'IMPORTANZA DI ANDARE ALLA SANTA MESSA DOMENICALE.
Da qualche giorno penso ad una riflessione sull'importanza della celebrazione Eucaristica, certo per un religioso come il sottoscritto e il suo stile di vita, la scelta di una vita consacrata e la scelta di essere quel pane spezzato sull'altare che ogni giorno si dona a ogni uomo di qualunque nazione, ma l'attenzione ve vorrei porre e come ci prepariamo ad andare a messa, cioè aspetto quel desiderio che mi spinge ad andare, sento il bisogno di nutrirmi, sento la necessità che senza quel pezzo di pane non riesco ad affrontare , non sento una certa protezione o vado a messa per abitudine o perché e domenica o perché cosi mi hanno insegnato?
           E' importante mettere al centro questa riflessione, non bisogna andare solo perché mi piace quella chiesa, la simpatia e la bravura del sacerdote, anche se questo vale molto il sentirsi accolto e in famiglia, ma prima di tutto devo sentire questo bisogno di nutrirmi, di confrontarmi, di ricaricarmi, ascoltare la sua Parola, partecipare di persona alla sua vita che ci celebra su quei altare in tutto il mondo, donare a Lui le gioie e le sofferenze di questi giorni lontano da Lui, solitamente si dice vado a messa, ma sarebbe più corretto vado a celebrare le meraviglie del Signore che si offre anche oggi per me, per stare in me e aiutarmi ad affrontare le vicissitudini del quotidiano, sentire il bisogno di rifugiarmi in Lui, "mite e umile di cuore". Un'altra riflessione che mi veniva era ma com'è il mio comportamento nei confronto di un luogo sacro, durante una celebrazione, la mia attenzione dove si rivolge, il mio sguardo, il mio cuore dovrebbe essere puntato su quell'altare con un cuore ricolmo di gratitudine, perché nonostante i miei limiti o peccati e povertà umane varie, Lui è li che si dona per me e per ciascuno di noi, è li che parla a me e a ciascuno di noi, che e li che mi aspetta per consolarmi e rendermi sereno per affrontare le lotte quotidiane, e li che mi vuole donare la sua pace, quella vera, quella che ci rende gioiosi nelle difficoltà, che ci da forza e coraggio nella avversità, ci dona la sua misericordia, specialmente se si celebra il sacramento della riconciliazione, ritornare ad amare con occhi limpidi.
Perciò è importante andare alla nostra pasqua domenicale, a ringraziare per il dono della vita, per i benefici ricevuti, ma anche a portare le sofferenze donate a Lui, i miei pianti al suo cuore, a volte vediamo delle scene in chiesa che sono commoventi, quanti pianti, quante invocazioni, quante preghiere che salgono a Dio, perciò andiamo incontro a Gesù con desiderio di incontrarlo, Lui e la che ci aspetta, anche un minuto, un secondo, entra in chiesa, anche solo un semplice segno di croce, ricordate quella storia di quel bambino che entrava sempre in chiesa prima della scuola, un giorno si ammalo e si dispiacque e Gesù lo andò a trovare, una bellissima storia, più noi ci attacchiamo a Lui fonte di amore tanto più Lui sorgente di carità ci porterà sulle sue braccia.
Per concludere, la sua presenza, il suo corpo nel nostro, i sacramenti che mi avvicinano a Lui, la preghiera che mi mette il dialogo con Lui, non c'è altro paradiso di questo, ecco la pace, la serenità, inutile cercarla fuori e dentro di me è non la vedo, invece cercala, amala e desiderala, e cosi finiscono anche le guerre, gli odii, le cattiverie, perchè vivi l'amore, vivi la pace, proprio perché hai Gesù nel cuore, lo hai trovato e li che ti ama.  
Che la benedizione del Signore per intercessione della Vergine maria e dei santi Francescani possano aiutarti a trovare ciò che cerchi, che desideri che ami. Amen!


Il Signore ti dia pace e gioia!

venerdì 11 luglio 2014

Camminare nella luce di Cristo...

Dopo aver fatto questo bel cammino, come ricordate siamo partiti dai bisogni primari per arrivare ai bisogno di trascendenza, un cammino con le sue difficoltà, sicuramente, ma un cammino ricco, affascinante, ma anche sofferente a volte, non e sempre facile accettare delle verità che ci appartengono, ma, che le possiamo superarle e curarle per far risplendere il nostro stile di vita più armonioso e sereno, affrontando le stesse difficoltà, forse, ma con uno stile diverso senza farci scoraggiare che a volte e proprio questo che ci fa fatica a superare, dopo questo i prossimi appuntamenti con l'aiuto del Signore e l'intercessione dei santi francescani faremo piccole tappe sulla vita spirituale, sempre nel nostro stile semplice per cercarlo di concretizzarlo nella vita di ogni giorno, per poter far ciò con l'aiuto del Signore vi invito a prepararci con la preghiera che ci fa da maestra e guida insieme alla Vergine Maria che ci possa aiutare a seguire il Figlio  e a crescere e maturare nella fede.

Il Signore ti dia pace e gioia!

venerdì 4 luglio 2014

COMPORTAMENTO 7

IL BISOGNO DI TRASCENDENZA.

Siamo arrivati all’ultimo argomento del nostro cammino, trascendere, argomento non semplice da trattare in poche parole, coniugare filosofia, psicologia e spiritualità insieme non e facile, non vogliamo imbatterci in discorsi filosofici, nel sul significato profondo, ma solo per capire che la trascendenza va oltre ai nostri pensieri, alle nostre logiche, crede ad un qualcosa che va al disopra di noi ed e fuori dal normale quotidiano, noi come cristiani la nostra fede ci indica Cristo nella vita eterna, ma in altre religioni o pratiche si riferiscono ai loro al di là, questo giusto per capire che la trascendenza a un punto dove orientarsi, torniamo a noi, la trascendenza spirituale, il scegliere di camminare nella spiritualità con una fede che ci orienta a Cristo e alla vita eterna, la trascendenza ci permette di scegliere una via ben precisa da seguire, un altro esempio di trascendenza per concludere, quando si fa esperienza di preghiera forti ad esempio esercizi spirituali, deserti spirituali, adorazioni prolungate, che sembra di allontanarci da questo mondo, per respirare con queste esperienze un’aria pura, il sentirsi rigenerati, questi sono ancora esempi ancora al primo stato, per non parlare quando entriamo nel vivo di una forte esperienza spirituale fino a sentire i battiti e dialogare liberamente con Dio, anche se ancora non lo vediamo o sentiamo.   

Il Signore ti dia pace e gioia!

venerdì 27 giugno 2014

I COMPORTAMENTI 6

L’AUTO-REALIZZAZIONE
       
 Dopo aver parlato dei bisogni primari, dei bisogni sociali, ora affrontiamo in maniere sempre semplice e pratica "il bisogno del sé". 
       L’auto-realizzazione, la più profonda motivazione ad apprendere e a formarsi, con maturità ed equilibrio.
       Questo bisogno permette alla persona di diventare ciò che è capace di voler diventare “da grande”, e qui troviamo tutta una serie di elementi che aiutano a soddisfare in pieno questa auto-realizzazione di sé e sono: la spontaneità, l’accettazione del positivo e del negativo, la capacità di saper vivere esperienze profonde e rapporti positivi, la propria creatività e la ricerca di trascendenza, che parleremo nel prossimo appuntamento.“
      L’auto-realizzazione non significa trascendere tutti i problemi umani, cioè non risolve tutti problemi della vita, ma li affronta con coraggio, libertà e disinvoltura, le difficoltà, il conflitto, l’angoscia, la frustrazione, la tristezza, il dolore e il senso di colpa possono ritrovarsi in tutti gli esseri umani sani, che poi fanno parte della natura umana nell’affrontare la vita del sociale. Le persone psicologicamente sane sono capaci di godere, di amare, di ridere, di divertirsi, di umorismo, di utilità, spirito e fantasia di piacevole follia e in generale sanno permettersi, valutare e godere le esperienze emotive in generale

      In poche e semplici parole l’uomo si sente realizzato quando sviluppa e realizza ciò che e portato a fare con le proprie capacità, essendo libero dai pregiudizi che lo possono bloccare, dalla propria creatività che lo rende felice e sereno, da saper essere spontaneo rispettando gli altri, da saper accettare i limiti e le capacità senza giudicarsi, tutto questo si realizza con una buona autostima di se, che abbiamo trattato nel precedente articolo.


Il Signore ti dia pace e gioia!

venerdì 20 giugno 2014

COMPORTAMENTI 5

IL BISOGNO DI AUTOSTIMA.
Un altro passo importante da tener presente è “L’AUTOSTIMA”, è importante avere un’ autostima di se stesso.
Come ci vediamo con le nostre capacità? Spesso siamo più abituati a vederci con gli occhi degli altri senza capire che possiamo valere molto di più di quando possiamo ascoltare dagli altri, a volte non si sappiamo valutare e se abbiamo qualche piccolo successo non valutiamo le nostre capacità, e vero anche che dobbiamo dar peso anche a qualche nostro insuccesso, ma spesso diamo più importanza a questo che viceversa, e l’autostima e proprio in un certo modo l’equilibrio tra le due cose, un’autostima troppa elevata ci può far perdere le cose più semplici di noi stessi e tende ad innalzare l’orgoglio di essere sicuro e infallibile, invece un’autostima equilibrata e matura e il sapersi conoscere bene e saper migliorare i lati più deboli dove deve far forza o no, indipendentemente dai giudizi degli altri di come ci vedono e ci parlano, la bassa autostima parte da una base di non fiducia di noi stessi che ci appoggiamo facilmente al giudizio degli altri, il minimo sbaglio ci creiamo muri enormi di non essere capaci di superare o crescere in quelle situazioni.

 La prima cosa da fare per migliorare l’autostima è lavorare sulle proprie percezioni. E’ fondamentale imparare a conoscersi analizzando il proprio mondo interno, focalizzando l’attenzione non solo sugli aspetti negativi, ma soprattutto su quelli positivi, non porsi traguardi troppo lontani e difficili da raggiungere, non attribuirsi tutta la colpa di un insuccesso riconducendolo alla propria incapacità, non valutarsi in maniera troppo rigida. E’ importante che la persona tenga a mente che il proprio valore è indipendente da ciò che gli altri pensano e che ogni soggetto non è più o meno importante di un altro individuo.  
UN BUON VIDEO BREVE E CONCRETO.


Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 13 maggio 2014

COMPORTAMENTI 4

I BISOGNI SOCIALI.
Dopo aver descritto in maniera sintetica quali possono essere i bisogni primari e la loro importanza, passiamo a descrivere ora i “BISOGNI SOCIALE”, saliamo di un altro gradino, per arrivare ad una sana e robusta autorealizzazione.
Perché sono importanti i bisogni sociali?
Sono importanti perché ci aiutano a vivere nel sociale in maniera costruttiva e sana per la nostra vita fisica nel rapportarci con gli altri, abbiamo bisogno di rapporti costruttivi, che realizzano la nostra vita, che soddisfano i nostri progetti, sentirsi appartenenti a una società viva.
Quali sono questi bisogni:
Bisogno di sentirsi “amato e di amare”, l’essere “accettato” e sentirsi accettato  per quello che si è, il sentirsi “appartenente” ad un gruppo sia religioso che sociale, essere parte viva che ogni giorno vive le sue esperienze, emozioni e bisogni, il vedere accettati le proprie idee, vedere realizzato un proprio progetto, il sentirsi ascoltato, il sentirsi accolti, “l’affetto familiare” che costruisce fortezza e sicurezza.   L’importanza di questi bisogni è il far sentire vivo internamente ed esternamente la persona, la mancanza di questa la persona e spenta internamente e non da più un senso alle emozioni e gioie della vita.

Vediamole nello schema:


Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 7 maggio 2014

Comportamenti 3

COMPORTAMENTO 3
I BISOGNO DI SICUREZZA.

Un altro bisogno importante e quello DELLA SICUREZZA, il sentirsi protetto, stabilità, sostegno emotivo, dipendenza, rassicurazione, questi bisogni normalmente sono i bisogni fondamentali di un bambino di cui deve crescere e maturare e costruirsi la sua vita, in sua mancanza porterà nell'età adulta crescerà con una base mancante, avere una certa sicurezza e stabilità aiuta molto ad essere armonioso con se stesso e forte, avere qualcuno che lo può sostenere e incoraggiare nei momenti di difficoltà, nelle malattie, che cammina affianco con lui e si fa compagno di viaggio, è molto importante superare le prove, quando manca un sorriso, una parola, una mano che ti mantieni, ti senti in pericolo, in dubbio, può andare anche bene, ma poi ti costruisci una fortezza intorno a te che può essere demolita e ti senti perso, perché non hai sostegno, nella vita spirituale la nostra sicurezza e la presenza del Signore in noi, che ci solleva e ci illumina, ma anche nella vita quotidiana con coloro che vivo è importante il sentirsi sicuri, ascoltati e amati.



Il Signore ti dia pace e gioia!

venerdì 25 aprile 2014

Comportamenti 2

I BISOGNI FISIOLOGICI:
I bisogni fanno parte del nostro agire e del nostro vivere nella libertà e nella serenità,  la nostra vita è un viaggio ricco di bisogni, da quello fisiologico a quello alimentare, da quello sentimentale a quello emozionale, da quello dell’autostima a quello dell’appartenenza, da quello affettivo a quello spirituale.
PARTIAMO DAL BASSO DA QUELLO “FISIOLOGICO” :
Ognuno di noi ha “bisogno di alimentarsi”  secondo il proprio stile di vita, lavoro, scuola, sport, casa, una male alimentazione per il proprio stile porta a stanchezza e aggressività.  
Il “bisogno del respirare” ossigeno, in luoghi chiusi o poco areati il corpo incomincia a ribellarsi, anche la pelle incomincia a dare effetti indesiderati.
Il bisogno del “dormire”, il corpo ha bisogno del sonno, il nervoso, l’aggressivo potrebbe dipendere anche da questo, con la mancanza di un adeguato riposo il corpo incomincia a cedere, e perdere lucidità.
Il bisogno “sessuale”, non e semplice spiegarlo perché si pensa subito all’eros, ma avere un sano rapporto con la propria sessualità e segno di un equilibrio per una vita sana, il rispettare la propria sessualità e un segno di maturità e dello stare bene con se stessi e con il proprio partner, senza farle ne un rifiuto ne un abuso o ossessione.
Il bisogno di “omeostasi”, parola non comune per il nostro corpo, ma e quella che ci regola internamente che ci permette di sopravvivere, ha una funzione equilibrante fisico-chimica, tra cellule e molecole.
Non bisogna sottovalutare questi bisogni anche se sembrano scontati, ma un giusto ed equilibrato ascolto rende il vivere quotidiano in maniera più serena, un bisogno frustato o trascurato, può rendere la relazione con se e con gli altri nervosa e insoddisfatta.
Ecco una sintesi :





Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 23 aprile 2014

I comportamenti.

I NOSTRI BISOGNI PRINCIPALI. 
Dopo aver descritto in maniera sintetica e pratica cosa sono i peccati gravi e come riconoscerli, è importante conoscere gli atteggiamenti, i bisogni e i sentimenti, che a volte ci possono portare ad un atteggiamento che ci induce nei peccati, questi possono aiutarci per confrontarci con noi stessi e con gli altri nel saperli riconoscere, affrontarli e accettarli.
Perché a volte non riusciamo a controllare alcune azioni o comportamenti o non riusciamo ad accettarli? Quali sono i bisogni di cui abbiamo bisogno per avere una buona autostima di noi stessi, per capire e poter essere d’aiuto gli altri? Quali sono i sentimenti che circolano nel nostro cuore, corpo e anima, affinché li possiamo trasmettere in maniera corretta senza reprimerli dentro di noi? . 
E’ importante sapere che bisogna accettarsi completamente per quello che siamo e per quello che valiamo, ognuno di noi è dono agli occhi di Dio, questo vuol dire che non c’è da disprezzare niente di noi, e facile che ci buttiamo di morale giù perché non siamo quelli che vorremo o quelli che gli altri vorrebbero di noi o che vorremo di loro, questo è un esercizio che dovremo fare ascoltare noi stessi, i nostri bisogni e le nostre emozioni.
I bisogni sono un deficit da colmare o una necessità da soddisfare.
La gratificazione dei bisogni produce comportamenti di collaborazione, la frustrazione ne produce altri.

Nei prossimi articoli ne vedremo alcuni esempi.


Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 15 aprile 2014

CAMMIANARE IN QUARESIMA

CONTRO I DETESTABILI PENSIERI DELLA SUPERBIA.
DAGLI SCRITTI DI EVAGRIO PONTICO
Contro il pensiero della superbia che mi  esalta e mi solleva in alto come uno che è irreprensibile e non accoglie più pensieri impuri: rispondendo Abramo disse : “Ora ho cominciato a parlare davanti al Signore, ma io sono polvere e cenere” gen. 18,27)
La superbia, dice il padre Evagrio, è una  pustola dell’anima piena di siero che maturata emana una grande puzza,  è malato di superbia chi si allontana da Dio, proprio perché si mette al suo posto, ci dice ancora Pontico che l’anima del superbo diventa oggetto di allegria per demoni.
“Il discorso dell’umile è medicina per l’anima, perché si riconosce povero di fronte a Dio, quella del superbo si riempia di arroganza e la sua richiesta lo irrita, invece quella dell’umile, la preghiera piega Dio sulla sua richiesta, perché riconosce il Dio l’unico suo bene e creatore”.
La superbia e caratterizzata da due vizi distinti, come la definisce anche san Gregorio Magno “l’inizio di tutti i peccati”, essa si distingue in “vanagloria” e “superbia”, è l’uomo che cerca di costruirsi per ottenere una buona immagine di se, basta guardarsi nel proprio cuore e vedere il nostro modo di agire e di fare, è la ricerca di mettere al primo posto l’ego (io), anche prima di Dio.
COSA CI DICE LA SACRA SCRITTURA:
Nella Bibbia vari sono gli episodi che riguardano la superbia, il voler essere come Lui, disobbedendo  ed rifiutare la comunione d’amore con gli altri, infatti la superbia è il peccato che ci pone in un rapporto sbagliato rispetto a Dio Creatore e agli uomini, come fratelli di un unico Padre. Alcuni esempi :
Nella Genesi quando l’uomo si è ribellato contro Dio che voleva essere come Lui,  nella nel racconto del profeta Isaia contro il re di Babilonia che si voleva inalzarsi al di sopra di Dio con il suo trono (Is 14, 13-14 ss.), nella parabola del fariseo e pubblicano nell’evangelista Luca (18,9-14), quando il fariseo si elogia di essere il migliore, nei figli di Zebedeo in Matteo (20,20-28), e via dicendo. S. Pietro ci esorta “rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi e da grazia agli umile” .
NELLA VITA DEL QUOTIDIANO
Scendendo nella vita quotidiano come riconosciamo questo vizio, con i suoi atteggiamenti ed espressioni, sarebbe lungo da esporlo, ma lo affronteremo in altri momenti, ora ci riferiremo in grandi linee.   
Troviamo nella superbia delle espressioni come “l’arroganza”, il superbo e arrogante e si sposa bene col il vizio della superbia perché cerca onori e si vanta, l’arroganza porta con se tutta una serie di comportamenti e di atteggiamenti, un’altra espressione e il sentirsi “autonomi”,  il sentirsi autonomi senza il bisogno di nessuno, a volte neanche di Dio, distrugge quelle relazioni reciproche, che devono essere il fondamento dell’amore, della reciprocità e di sentirsi amati.
A volte la superbia può trasformarsi per questa sua rabbia presuntuosa in una forma nascosta come il vittimismo, far ricadere tutto sugli altri per sentirsi innocente e sincero lei.
CORRERE AI RIPARI!
Ma ci sono rimedi per combattere questo grande male che ci fa sentire bene, ma non siamo felici perché volgiamo sempre il di più?
Bisogna avere una “buona conoscenza di se stesso”, “poi cercare di praticare l’umiltà”, rinunciare un po’ a se stesso, “aprirsi agli altri” e uscire dal proprio egoismo,  “essere discreti”, “apprezzare gli altri per le loro qualità”,  “avere una sano giudizio”, “ascoltare i consigli e accettare la correzione”.

PREGHIERA.
LIBERACI, O Signore dal male oscuro della superbia, un male che abita nel nostro cuore, e mette radici come un tumore maligno riempiendoci di desideri e ambizioni malsane.

Vogliamo sentirci qualcuno ed essere sempre i primi, cerchiamo approvazioni, lode e onore dalla gente facciamo del tutto per far crescere la nostra immagine fino a mettere il nostro io a posto di Dio.


Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 9 aprile 2014

CAMMINARE IN QUARESIMA.

CONTRO I PENSIERI DEL DEMONE DELLA VANAGLORIA.
DAI TESTI DI EVAGRIO PONTICO:
Contro il pensiero della vanagloria che vuole gloriarsi dell’osservanza di una buona condotta: “chi si vanta si vanti nel Signore; perché non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il signore raccomanda (2Cor 10,17-18)”.
 Il padre Evagrio scrive nei suoi scritti che la vanagloria è una passione irrazionale, e facilmente si mescola ad ogni opera virtuosa. Continua dicendo che la vanagloria rovina i premi delle virtù.
Ciò che ci dice Evagrio ci fa capire che senza il dono dell’umiltà e della gratitudine, le opere sante che svolgiamo possono cadere nel gloriarsi di se stesso senza renderle a Dio stesso che ci da la capacità di farlo, perché ci fanno sentire bene e ci aumentano l’autostima. Insieme alle virtù bisogna che c’è una vita di preghiera.  
Questo vizio e strettamente legata all’invidia che è colui che non sopporta il vedere che gli altri godono più onore di noi.
Il termine invidia vuol dire: “Guardare con occhio maligno gli altri, fino ad odiare e distruggere, se non riesco a possedere più dell’altro”, la vanagloria è il voler sempre stare al di sopra di tutti e non riesce diventa aggressivo e si cade nell’invidia e vuole bruciare il bene degli altri.
L’invidia è un vizio subdolo, tenta di nascondersi nel cuore umano, è un vizio legato all’egocentrismo, altro non è che l’incapacità di amare e desiderare il bene dell’altro.
Nella Bibbia vari sono i testi che riportano episodi di invidia specialmente nell’ambito familiari: Caino invidia Abele (Gen. 4,38), Esaù invidia Giacobbe, Giuseppe invidiato dai fratelli,  Saul invidia Davide. Anche in Matteo troviamo un episodio simile.
Nel libro dei proverbi troviamo scritto “ l’invidia è la carie delle ossa” (Prov. 14,30).
NELLA VITA QUOTIDIANA.
Come e vissuta nella vita quotidiana, l’invidia può essere: per competizione, per desiderio, e la madre dei peccati anche se è la superbia è la vera madre dei peccati, ma l’invidia ne è figlia che diventa se stessa madre dei peccati. L’invidioso conosce bene l’amarezza della tristezza che è un altro male che porta a pensare male, non conosce l’esperienza spirituale, è un abbattimento dell’anima. L’invidioso non solo soffre per quello che l’altro è, ma anche per quello che l’altro ha, sembra un gioco di parole o una sottigliezza.
NELLA VITA DEI SANTI.
Troviamo in san Francesco che quando parla dei vizi e dei peccati ci dice che appartengono a noi, è che sono nostra vera proprietà. San Francesco vede l’invidia come uno degli attentati più pericolosi alla sua forma di vita evangelica, perché distrugge la fraternità e la minorità, questo e vizio e scritto chiaramente nella Regola Bollata. Francesco ci insegna che questo accecamento si può superare nel ringraziare il Signore per i doni degli altri.
NELLA CHIESA.
Il catechismo della chiesa cattolica ci dice che l’invidia minaccia la pace e causano guerre e ingiustizie sociali, squilibri, l’invidia arriva a essere un rifiuto della carità (ccc 2540), l’invidia e spesso causato dall’orgoglio, il battezzato si impegnerà a vivere nell’umiltà.
QUALI CONSIGLI L’ASCESI CRISTIANA CI PUÒ DARE:
Accettare l’altro com’è, proporsi ogni giorno di fare un piccola rinunzia,  leggere la vita santa, pregare per coloro che invidiamo, scriverci parole o pensieri che suscitano questo male, imparare a gioire, che ci evita di criticare e mormorare verso l’altro. Per concludere prendiamo esempio da San Francesco, pregare e ringraziare Dio per i doni che ha donato al fratello e per i miei doni, dono del suo amore verso me.


PREGHIERA:
Insegnaci, Signore, a non lasciarci sedurre dalle cose che vedo e che mi attraggono senza bussare prima alla porta del cuore e dello spirito.

Fammi attento alla seduzione che proviene dal fascino dell’eleganza, della distinzione, del denaro, potrei pagare a caro prezzo questi desideri che portano con sé invidia, rabbia, rancore, odio. Amen.


Il Signore ti dia pace e gioia!

MEDITAZIONI

MEDITARE... Alcune semplici riflessioni sulla vita, per ritrovare serenità e armonia se stessi e con gli altri.... Illuminaci con la...