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venerdì 21 marzo 2014

Camminare nella Quaresima....

CONTRO I PENSIERI DELL’AVARIZIA.
Ascoltiamo Evagrio Pontico:
Contro il pensiero che non ci lascia distribuire i nostri beni, presentando buoni motivi davanti ai nostri occhi: Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel Regno di Dio! (Mc 10,23)
L’amore per il denaro è la radice di ogni male, e alimenta, come delle maligne ramificazioni, le altre passioni e non permette che avvizziscano quelle che fioriscono da essa. L’idolo dei soldi quello del potere terreno fa illudere di essere felice e sereno, ma il vangelo e molto chiaro chi non condivide i propri beni “difficilmente entrerà nel regno dei cieli ”, questo ci fa comprendere che non sono i soldi i poteri con i suoi bene che ci devono possedere, ma viceversa a saper condividere con equilibrio e saggezza per le necessità altrui, Gesù non dice che dobbiamo spropriarci dei beni, ma saperli usare per il bene di tutti.
Quindi l’insegnamento di Gesù è chiaro, i beni in se stessi non sono cattivi, ma è l’animo dell’uomo che è cattivo perché ha il cuore attaccato ai propri beni “Dov’è il tuo cuore li è la tua ricchezza”,  egli pensa solo a se stesso e non agli altri e cosi non potrà arricchirsi di Dio, Dio si trova nei fratelli e non nel suo “io”.
L’avarizia è definita uno smodato desiderio di ricchezze e di beni materiali, con scarso desiderio di spendere o a donare elemosina. 
Quali rimedi per una vita equilibrata e serena:
Non riempirsi di lavora trascurando il valore e il tempo per la famiglia,
coltivare interessi sociali e di volontariato,
eliminare il superfluo che si distrae nella vita e nella propria casa,
praticare e aver fiducia nella provvidenza del Signore,
praticare la generosità di cuore e di carità,
evitare le ingiustizie, essere onesti e sinceri,
bisogna ricordare che il denaro è un buon servo ed un cattivo padrone.
L'esempio di san Francesco di Assisi:
San Francesco la povertà la chiamava "Madonna povertà", la sua vita e stata tutto un impoverimento per arricchirsi, infatti il povero e ricco anche se non lo sa, perché confida nel Signore e ha piena fiducia in Lui perché sa che non lo abbandona, e Francesco ha fatto questo con tutto il cuore e con tutta l'anima, si e impoverito perché voleva gustare la pienezza dell'amore del Cristo, invochiamo il  Signore affinché anche noi possiamo liberarci dal superfluo e ringraziare il Signore per quello che ci dona ogni giorno, senza desiderare il di più di ciò che abbiamo o possediamo. 
PREGHIERA.

Liberaci, o Signore dalla bramosia smontata di voler accumulare beni materiali e passeggeri, di voler rincorrere  e appagare, desideri e piaceri effimeri, di cercare sempre tutto ciò che ci permette una vita disordinata e mai soddisfatta. Amen

Seguite questo video: Sui Sette Peccati Capitali - 02 l'Avarizia.

Il Signore ti dia pace e gioia!

sabato 15 marzo 2014

CAMMINARE IN QUARESIMA..

CONTRO I PENSIERI DELLA FORNICAZIONE
La voce dei padri del deserto: “ Contro i pensieri impuri che a volte ci consegnano al male con visioni notturne e a volte di giorno danno vita ad una fantasmagoria nella nostra mente: << Perché, sappiatelo   bene, nessun fornicatore, o impuro o avaro - che e roba da idolatri- avrà parte del regno di Cristo  e di Dio. (Ef 5,5).
Evagrio Pontico: “La temperanza genera la continenza, ma l’ingordigia è madre dell’intemperanza. La lussuria prenderà la sazietà come alleata come lotta. La vista di una donna è come una freccia avvelenata, ferisce l’anima e vi inocula in veleno. Quando il ricordo di una donna non provoca la passione, allora puoi pensare di essere ormai vicino alla castità. La passione e soggetta a ricadute è il pericolo e vicino”.
Dice il catechismo della chiesa cattolica :”La lussuria è un desiderio disordinato , o una ricerca sregolata del piacere fisico” . Godere o sentire il piacere sessuale non è di per se lussuria, può diventarlo quando non siamo più capaci di farne a meno, quando diviene pensiero che predomina tutto. Allora il lussurioso è un consumista del sesso. “La lussuria è una passione tenace” perché promette un piacere particolarmente intenso. Sembra che nella mentalità odierna il sesso e come fosse una merce con altre è il trionfo dell’idolatria del sessuale. Invece il desiderio sessuale è legittimo ed è santo, quando è un invito a camminare verso la comunione e riguarda tutta la personalità è la manifestazione del dono del se all’altro, è il coronamento dell’unione, tale e vissuto come storia d’amore. La grande tradizione cristiana, ci insegna che per combattere questa lotta contro la fornicazione c’è bisogno di una igiene spirituale profonda una vera e propria pulizia della mente e del cuore. Rispettare la propria sessualità comporta la padronanza di sé e un giusto senso di libertà di se stesso e degli altri. Le conseguenze negative e pericolose del vizio della lussuria sono varie e portano anche alla morte, perché si litiga per sesso, si uccide per passione, l’infedeltà della coppia, adulteri, porta a divorzi, drammi giovanili, gravidanze precoci, perché non c’è più l’amore ma esiste solo il sesso che prende il volo e diventa vizio e peccato.
Concludiamo con alcuni consigli, l’osservanza dei precetti e il divieto della morale cristiana, forza della volontà, custodia degli occhi, non sprechiamoli in cose inutili e vane, pregare e fare opere di carità, farsi aiutare con la grazia dei sacramenti, chiedere il dono, ad esempio il dominio di sé, il dono dello Spirito che ci custodisca, essere attenti a non cadere che c’è di male poi si trasformerà in inclinazione cattiva e diventa vizio. Ogni ascesi, cammino verso la santità ci richiede un cammino di conoscenza di noi stessi, per poter camminare nella libertà.


Signore rendici attenti a non scambiare il senso della libertà di pensiero o di comportamento con la pratica del libertinaggio subdolo che ci rende schiavi delle nostre passioni più feroci.

Il Signore ti dia pace e gioia!


All'interno di questo canale troverete: i sette peccati capitali 03  LUSSURIA.

domenica 9 marzo 2014

CAMMINARE IN QUARESIMA..

CONTRO I PENSIERI DI INGORDIGIA.
“Contro i pensieri che, trascurando la fatica del digiuno cercano di coltivare la terra spirituale: Issacar aspirava al bello, accompagnandosi in mezzo agli appezzamenti; e vedendo che era buono il suo luogo di sosta e fertile la sua terra,piegò le sue spalle al lavoro penoso e divenne un bracciante (Gen 49, 14-15).
Ascoltiamo la voce del deserto: Il principio del frutto è il fiore e principio della vita pratica la temperanza, colui che domina il ventre, fa diminuire le passioni, ma colui che si lascia vincere dai cibi, aumenta i piaceri, “L’aver eliminato l’ingordigia ha generato la contemplazione pratica”.  Il desiderio di cibo ha desiderato la disobbedienza, e il dolce gustare ha scacciato il paradiso, (Evagrio Pontico).
      Cerchiamo di tradurlo ai nostri giorni : La gola come vizio è voracità, “follia del ventre” secondo il temine greco, chi lo possiede ha sempre la bocca aperta in attesa che viene riempita, il suo stomaco e come un tritacarne, come gli antichi romani mangiavano senza sazietà e peccavano di lussuria e fornicazione. La gola si basa su un desiderio smisurato e perciò si può porre un rimedio orientando questo desiderio verso il vero bene.
        La prima medicina per combattere il vizio della gola: “è l’ascesi” cioè un allenamento graduale a sapersi astenersi dal mangiare molto, il saper mettere un limite i “no” che fanno bene. La pratica del digiuno moderato non indica un disprezzo del cibo, né va intesa solo come una penitenza per acquistare meriti, ma va unità alla pratica della carità. Si dice che l’uomo spirituale si vede anche da come si alimenta, da come gestisce il cibo, questo non vuol dire che non mangia o che fa pratiche particolari, ma sa equilibrarsi, non si fa dominare da essi, sa porsi un limite. Si dice che la tavola fa allegria, rende famiglia, e luogo di dialogo e di fraternità, ma questo non dice di abusare nel cibo e nelle bevande, cosa produce l’eccesivo mangiare, il senso di pesantezza, un po’ di nervosismo, mal pensieri, voglia di dormire, oltre al mal fisico, nessuno ci dice di non mangiare quello o quell’altro, perché tutto e dono gratuito del Signore, ma saperlo usarlo con equilibrio e saggezza, e un modo anche per rendere grazie al Signore, ed in senso di sobrietà per chi non lo ha, si dice che il “mangiar bene e sano e segno di salute e grazie con se stesso e con gli altri”, il mangiar troppo segno di mal umore e disarmonia con se stesso, il cibo non deve essere un punto di sfogo per le rabbie o altro, per questo ci sono altri rimedi, il dialogo, la preghiera, un padre spirituale, o altri svaghi, se si cade nell’ingordigia per mancanza di affetto o per fughe difficilmente riuscirà a uscirle fuori se non con un cammino di fede guidato spiritualmente e psicologicamente.
      Concludiamo con i Padri: Contro l’anima che è imprigionata dall’ingordigia e crede di percorrere la via della vita soddisfacendo il corpo e inseguendo i piaceri : Stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita e pochi sono quelli che la trovano (Mt 7,14).

Preghiera.

Mangiare è il più primordiale dei bisogni. E anche tu Gesù, ti sei adeguato a questa necessità, insegnaci, perciò, a sederci a tavola con tutti e soprattutto in famiglia, ma con uno stile da “credenti” . Trasforma le nostre mense più opulenti in un momento di incontro e di dialogo tra persone diverse che desiderano riempire il cuore più che il piatto. Liberaci dalla fretta nevrotica delle nostre tavole, dove il cibo e consumato senza calore e senza poesia, trasformandoci in essere affamati, ciechi e sordi.  




Un Video molto bello che racchiude tutto il significato dalla storia, all'umanità, alla spiritualità, alla scienza seguite questo canale e trovate tutti sette Vizi.
Questa e la superbia

Il Signore ti dia pace e gioia!

MEDITAZIONI

MEDITARE... Alcune semplici riflessioni sulla vita, per ritrovare serenità e armonia se stessi e con gli altri.... Illuminaci con la...