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mercoledì 11 luglio 2018

TEMPO DI RELAX.... TEMPO DI FARE FAMIGLIA.

ESTATE .....RELAX...PREGHIERA... MEDITAZIONI... HOBBY

Pace e gioia a tutti voi carissimi!
Siamo giunti finalmente nel periodo più atteso dell'anno o quasi, in questa breve condivisione, vorrei condividere un semplice pensiero.
In questo tempo di vacanza, l'etimologia ci dice distaccato dal ogni cosa per dedicarci a noi stessi, cosa che dovremo fare ogni tanto per ricaricarci.
Leggevo in un articolo di una rivista, in questo tempo si ferma il calcio, la politica, si aumentano probabilmente qualche lamentela, critica e cose simili, ma non sarebbe meglio creare un qualcosa di nuovo invece di distruggere o lasciar andare?
In questo tempo non si potrebbe come in tanti fanno, dedicarsi a qualche lettura, ad approfondire qualche tematica, dedicarci alle passioni, conoscere meglio il nostro Credo, dedicarci alla famiglia, lo stare in famiglia, fare famiglia, apprezzare l'arte nelle nostre città, qualche opera di volontariato, quindi l'estate potrebbe essere un tempo di ricchezza e di piaceri che rendono il cuore lieto e l'armonia la gioia di vivere.
A tutti voi buone vacanze, buone esperienze e buona santificazione. Il Signore vi benedica! 

Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 27 giugno 2018

IL VALORE DI ESSERE VERITIERI CON SE STESSI!

CHI è IL FIGLIO DELL'UOMO PER NOI?
  Nel nome del Signore la pace e la grazia sia con voi e con le vostre famiglie!
  In questa settimana troviamo la Parola del Signore, viva e penetrante come sempre, questi giorni ci tocca nel profondo, nelle nostre abitudinarietà del quotidiano, la nostra fragile condotta, tranquilli non voglio essere tragico e pessimista, ma per far comprendere come sia facile che cadiamo anche e penso involontariamente in queste cose.
  Nel Vangelo di Mt 7,1-5 (lunedì); un Vangelo molto breve ma cosi intenso è attuale, il giudicare è il saper guardarsi prima di guardare, a volte ci è cosi facile parlare degli altri che non avvertiamo che stiamo facendo del male gratuito, anche se e solo un confronto o a fin di bene o un semplice ragionamento, a volte dall'apparenza non giudichiamo per essere "santi", ma nel cuore cosa nascondiamo? 
  Il saper togliere la trave nel proprio occhio c'è bisogno di un cammino di consapevolezza delle proprie fragilità, rabbie, fallimenti, ma anche tanta grazia che il Signore ci dona ogni giorno, non dico che sia sbagliato salvare l'altro mentre noi siamo messi male, ma che sia un camminare insieme, un cammino di amore e di conversione, un sapersi avere cura l'uno con l'altro,sapendo accogliere a vicende le proprie fragilità.
   Nel vangelo di Mt 7,6.12-14 (martedì); anche in questo Parola di vita breve ma intensa di valore che a volte ci sembra svanire nel nulla, "tutto quanto che gli uomini facciano a voi, voi fatelo anche a loro", quante volte diciamo ho sempre fatto del bene ed ora..? Oppure dove è andato a finere il bene che ho fatto per ricevere tutto ciò..? Ma la domanda che mi viene è il bene che ho fatto, perchè l'ho fatto e perchì? Chi mi ha spinto a farlo? da parte mia queste dovrebbero essere domande importanti, non ci deve essere una risposta, ma una fiducia totale in Dio per il mio operato piccolo o grande che sia, faccio del bene perchè mi aspetto un qualcosa?
Ecco che entrare nella porta stretta significa non suonare le trombe, non essere orgoglioso del bene, ma umile, silenzioso, caritatevole e sapersi nascondere è specialmente pazientare con gioia nel cuore.
     Continuando con il Vangelo di Mt 7,15-20 (mercoledì), riconoscere l'albero dai suoi frutti, quante volte davanti all'apparenza vediamo che delle persone ci sembrano buoni, dolci e santi, ma poi non fanno ciò che dicono, è solo un vantarsi, un mascherare, la testimonianza, quella che spesso parliamo è quella che ci arricchisce, e nei piccoli gesti, nel quotidiano, ma specialmente nella propria vita, l'onesta con se stesso, essere veri con se stessi, l'umiltà per la propria persona, che ci fa capire che quella persona nasce ed e maturato da un buon albero, che ha saputo dare buon frutto, da dove deriva questo dar buon frutto, dalla pazienza, dalle umiliazioni, dal silenzio, dal saper meditare, dal saper amare l'altro sull'esempio di Gesù, perciò non pretendiamo che tutto vada bene qualche caduta ci fa bene per la nostra crescita, anzi ringraziamo il Signore che ci ama.
Nel Vangelo di domani di Mt 16, 13-19 (venerdì); Dopo tutto ciò che il Signore ci ha voluto indicare in questi giorni e ci ha messo in guardia su come camminare nella retta via, se siamo d'accordo oppure no, abbiamo una domanda: Chi pensiamo che sia il Figlio dell'uomo? Poi va più in profondità e dice ma voi chi dite che sia? 
Noi lo seguiamo, lo contempliamo, lo amiamo, ma perchè? 
Vi auguro una buona serata con la benedizione del Signore per intercessione dei Santi francescani.
     
Il Signore ti dia pace e gioia!

giovedì 21 giugno 2018

IL DIFFICILE "PERDONARE"

LA VITA NASCOSTA NEL CRISTO.
Il Signore vi dia pace!
Meditando i Vangeli di questi giorni, troviamo uno splendido itinerario di vita, noi diremo una vita santa, nel silenzio e nella gratitudine. Non so se in unga parola potrei sintetizzare i Vangeli di questi giorni da lunedì ad oggi iovedì, perdonare - amare - servire - ricevere, nel Vangelo di Mt 5,38-42 "porgi l'altra guancia" (lunedì),Intravediamo quando sia importante saper perdonare e camminare insieme, ovviamente non significa "facciamo finta di niente" , ma camminiamo nella luce del Risorto, testimoniamo la resurrezione, rinunciare a un qualcosa come la rabbia, la delusione, il rancore, per intravedere un qualcosa di nuovo non e semplice, l'istinto umano cerca sempre o una giustificazione o una difesa, per sentirsi "a posto"  e aver fatto giustizia, per essere sereni, io sarò veramente gioioso quando uscirò da me stesso e dalle mie logiche o vittorie. Proseguendo nel Vangelo di Mt 5,43-48 (martedì) che poi sarebbe il continuo, ci chiede un passo in avanti, andare oltre, se nei versetti precedenti di perdonare e farsi compagni di viaggio porgendo anche l'altra guancia, qui vediamo di amare il nostro nemico non solo di perdonarlo e porgere altro, l'amare proviene dal saper perdonare, un cuore semplice e umile che ama realmente Dio non fa problema ad eseguire l'esempio di Gesù sulla croce perchè il suo amore va oltre a questo, non cerca dispute, ma riconciliazione e chiarezza, testimonia la risurrezione, testimonia l'uomo rinato dalla spirito, dal quel sangue sgorgato dal costato, e anche in questo non è per niente semplice, specialmente dove prevale l'orgoglio, la superbia, la giustizia personale, il proprio egoismo, come sia facile cadere in queste cose quando si mascherano anche da "angeli". Continuando nel Vangelo di Mt 6-16. 16-18 ci chiede ancora di più l'umiltà, e già non basta solo perdonare, amare, ma tutto deve essere fatto nel silenzio, nella quotidianità, fare grandi passi ma come fosse il nostro vivere quotidiano, il mostrarci buoni e bravi, spesso si confonde che significa essere buoni o bravi, ma vivere come stile di vita, ma che fa la differenza, ed quella differenza di stile che si riconosce il cristiano, l'apparire quasi sempre è non volere fare brutte figure ma di essere "il perfettino della situazione", che poi lontano dagli occhi di conosciuti si fa molto di più, bisogna vivere la trasparenza, ciò che si vive dentro bisogna testimoniarla fuori, è questo è segno di grande umiltà nel servire il Signore nel silenzio e lontano dai riflettori e plausi. Concludiamo con il vangelo di oggi Mt 6,7-15 (giovedì), con l'umiltà, il silenzio ed il darsi o donarsi, scaturisce la concretezza, non si pretende grande cose ma subito si vuole arrivare all'obbiettivo, non ci si perde in chiacchiere in sintesi, ed ecco il Vangelo "Pregate così" il Padre nostro, preghiere che ci rende figli, che ci unisce, costruisce, ci rende simili, ci impara e essere brevi e concisi, come amava dire san Francesco, andate al cuore delle cose, non giratele intorno come per persuadere, senza paura se si è in comunione con Cristo.
Visto che mi sono dilungato anche troppo, ma molto di più, impegnamoci veramente per un mondo nuovo, armonioso e ricco di amore fraterno lasciando le piccolezze ai mediocri, noi innalziamoci perchè siamo figli della luce, risorti con il sacrificio della croce e riscattati dalla morte, perchè erediteremo la vita eterna. Amen.  

Il Signore ti dia pace e gioia!

giovedì 14 giugno 2018

VIDEO BLOG

METTIAMOCI IN CONFRONTO.
Pace e gioia a tutti voi carissimi, ho riportato alla luce qualche video già presentato, ma potrebbe essere utile per vedere la nostra crescita spirituale se è in continuo progresso o che si è ingarbugliato in qualche punto. 


Anche in questo secondo video possiamo vedere se ci siamo addormentati nel cammino spirituale o cerchiamo nonostante le difficoltà di crescere nell'amore del Signore.


Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 30 maggio 2018

LE BEATITUDINI FONTI DI RICCHEZZE.

SI POSSONO VIVERE LE BEATITUDINI

Pace e gioia a tutti voi carissimi!
Il Signore vi dia pace! 

   Questo era il saluto che san Francesco dava a tutti, e questo dovrebbe essere il saluto francescano anche se e poi e più conosciuto il saluto di pace e bene. 
    Nello scorso articolo abbiamo parlato con semplicità alcuni passi della nuova  esortazione apostolica di papa Francesco, su come ogni giorno in ogni azione possiamo sviluppare azioni di santità in qualche modo con gli esempi di tanti santi, continuando a leggere si arrivare nei capitoletti delle beatitudini, le beatitudini hanno tanto da insegnare e tanto da arricchirci, il loro contenuto è veramente enorme, un vero tesoro per poter fare un bel cammino spirituale e umano, che messo in pratica tocca tutti i nostri giorni e le nostre avversità che incontriamo durante la giornata, e nelle beatitudini ci possiamo rifugiare per consolarci le nostre attese o giustizie e trovare serenità, il Papa le descrive in modo molto semplice e pratico, senza perdere il senso teologico, biblico, spirituale. 
    Le introduce al n° 63 con queste parole:

"Esse sono come la carta d’identità del cristiano. Così, se qualcuno di noi si pone la domanda: “Come si fa per arrivare ad essere un buon cristiano?”, la risposta è semplice: è necessario fare, ognuno a suo modo, quello che dice Gesù nel discorso delle Beatitudini.[66] In esse si delinea il volto del Maestro, che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita".

   Dopo aver fatto una piccola meditazione sulla beatitudini riguardando i nostri giorni, dove confidiamo i nostri sforzi, le nostre sicurezze, le nostre logiche, gli ideali, quali sono i nostri limiti e le difficoltà che troviamo nel non riuscire a superale per sentirsi liberi di donarsi sull'esempio di Cristo, in un solo pensiero le racchiude così:

  • Essere poveri nel cuore, questa è santità.
  • Reagire con umile mitezza, questa è santità. 
  • Saper piangere con gli altri, questa è santità.
  • Guardare e agire con misericordia, questa è santità.
  • Mantenere pulito il cuore da tutto ciò che sporca l'amore, questa è santità.
  • Seminare pace intorno a noi, questa è santità.
  • Accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questa è santità.

    Scritto cosi sembra non avere senso, però se prese singolarmente dopo aver meditato ogni beatitudini e poi farsi illuminare o riflettere da queste breve parole di cosa sto cercando e come vivere penso che siano un buon punto di partenza o meditazione quotidiana su come ho vissuto la giornata con i suoi alti e bassi.
  Che poi se vogliamo aggiungere i Vangeli di questi giorni (Lunedì-martedì), dell'Evangelista Marco, "Signore cosa devo fare per avere la vita eterna?" (Mc 10,17-27) Gesù risponde: và vendi quello che hai e poi vieni e seguimi, e sappiamo bene quale sia la risposta del giovane ricco, che possiamo chiamarle le nostre sicurezze, vogliamo le sicurezze per andare avanti.
   Poi sempre nel Vangelo di Marco del giorno dopo troviamo il brano (Mc 10, 18-31) il continuo del brano precedente, troviamo Pietro che li domanda cosa ne avremo in cambio noi che ti abbiamo seguito e lasciato tutto, Gesù risponde: nessuno e mai rimasto deluso ma ha ricevuto cento volte tanto, quindi Gesù li incoraggia e li conforta, ma devono avere fiducia in Lui, anche se devono subire tribolazioni e angosce, la nostra sequela è tutto lì avere il coraggio di fidarci totalmente di Lui è della sua Parola, non dicono la stessa cosa in modo diverso le beatitudini? 
  Infatti e concludo, nelle letture bibliche e quelle patristiche, per quelli che pregano la liturgia dell'"ufficio mattutino" , troviamo l'esempio pratico sia nella vita di Giobbe che benedice Dio nella disgrazia, sia in sant'Agostino nelle sue "Confessioni", questo suo sentirsi appartenere a Dio ma distaccato dalle cose mondane. Il Signore vi benedica!


Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 23 maggio 2018

LA SANTITA' NEL DIFFICILE QUOTIDIANO.

E' POSSIBILE LA SANTITA' NEL QUOTIDIANO?

Pace e gioia!
Era da tempo che bramavo di scrivere qualche mio pensiero, ma tra impegni e sinceramente anche stanchezza rimandavo, ecco perchè li pubblico sempre tardi.
Leggendo l'ultima esortazione apostolica di Papa Francesco, "Gaudete et exsultate", sono stato stimolato a questa piccola riflessione personale, sia come frate francescano sia come pellegrino verso il Cristo povero e umile, sull'esempio di san Francesco, visto che tanti studiosi vedono la spiritualità di Francesco come il cristocentrismo, ciò che lo ha conquistato è proprio la povertà del crocifisso, ma non entriamo in merito a questo argomento in quanto sia bello ma anche delicato;  è interessante come esorta alla santità il pontefice, alla missionarietà nel quotidiano, il primo capitolo come apprendere l'esempio e la testimonianza dai santi, persone normalissimi con le loro virtù e i loro debolezze, spesso vediamo i Santi come persone perfette e e "super", invece anche loro hanno avuto momenti difficile ma anche caratteri non troppo angelici se cosi si può dire, ma ciò che li differenzia è il loro amore unico a seguire ed imitare Cristo,  il secondo capitolo a partire specialmente dal n° 36 al 50 come dice, la santità potrebbe essere in ogni azione che ci si può fare, anche qui pensiamo che la santità è un qualcosa di exstra invece quanto bene si potrebbe fare in ogni momento, che poi non chiamiamo santità ma carità o opere di bene, l'importante non si è falsi umili, non vorrei allontanarmi troppo dal pensiero, è non come i pensieri filosofiche o le correnti eretiche false cattoliche, questo è stato il grande problema lungo i secoli che ancor oggi in tanti cedono dietro a queste cose, che non portano a Dio ma a se stessi, come lo gnosticismo, la santità e nella sapienza della conoscenza, oppure dalla sola volontà umana, dalla propria capacità, come il pelagianesimo, tutto ciò porta ad una santità ma senza umiltà ne di carità, come ci insegna la Chiesa dai primi secoli ad oggi, ma sulle nostre capacità e bravure di apparenze, oggi il rischio dell'apparire e molto forte per prevalere o ottenere poteri si pensa molto alla propria immagine, è queste due correnti eretiche ancora oggi come sono presenti, in particola dice il Pontefice nei nostri seminari teologici e di formazione, non c'è bisogno di scandalizzarsi in questo, purtroppo questo è il rischio della sapienza umana se non e accompagnata dalla santa umiltà e carità, infatti il Papa Francesco riporta l'episodio di san Francesco con Sant'Antonio che lo studio non deve portate solo ad una conoscenza ma anche ad una testimonianza di vita. Una santità senza incarnare la carne e la sofferenza del Cristo attraverso l'altro non è vera santità. 
Concludiamo queste sintesi, forse anche troppo sintesi, dicendo con le parole della Enciclica "disincarnando il mistero, preferiscono << un Dio senza Cristo, un Cristo senza Chiesa, una Chiesa senza popolo>>, questo è il frutto di quando si conosce troppo e si fa in modo di crearsi un "nuovo vangelo".
Il bene che possiamo fare ogni giorno, in ogni istante, in ogni azione, mai nessuno c'è lo può rinnegare, anche se riceviamo il male, quel bene compiuto rimarrà sempre bene compiuto, specialmente se fatto con il cuore, nonostante fatto con sofferenza, qui sta la logica di Dio, andare oltre, le sacre scritture ci dicono che merito riceverei se pratico il bene per interessi, ma fare il bene perchè e la mia scelta di cristiano seguace di Cristo che mi porta a fare questo, è non altro, i scandali aumentano giorno dopo giorno, specialmente contro la nostra religione, ma finchè c'è sempre quel bene che si cerca di fare in maniera gratuità non scavalcherà mai il male che ci è dinanzi, crediamo sempre in cristo vera salvezza e speranza nostra. Il Signore vi benedica! 


Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 9 maggio 2018

Il valore della nostra fede

CAPIRE L'IMPORTANZA DELLA NOSTRA FEDE!

Ritornato poco meno di una settimana dalla terra della Grecia, devo dire una esperienza molto bella, specialmente in una terra non del tutto cattolica, ma ortodossa di cui abbiamo fatto esperienza con una comunità locale di cui ci hanno accolti è offerti un loro prodotto come segno di ospitalità, mentre ci raccontavano un pò della loro storia e vita di monasteri, insieme alle nostre domande, un piccolo episodio di "dimenticanza" abbiamo chiamato immediatamente tramite guida ed agenzia il loro monastero, che solitamente non rispondono loro, chiesto la nostra "dimenticanza" ci hanno detto tranquilli che è già partito un nostro collaboratore per raggiungervi, anche se si voleva ritornare indietro, piccoli gesti di "carità" che rimangono impressi. 
Nell'ultimo giorno abbiamo celebrato l'Eucarestia nell'unica chiesa cattolica dei francescani del luogo un frate ci ha raccontato un pò l'esperienza "cristiana cattolica" del luogo, molto bella anche quella, così anche come quella del  viaggio in Turchia ancora più difficile da convivere.
Tale esperienza vissuta anche noi in qual modo, mentre si stava celebrando l'Eucarestia all'Aperto ad esempio Veroia nel luogo dove si trova la "tribuna" da cui San paolo ha annunciato anche qua la Parola del Vangelo, sarebbe in una piazza grosso modo, poco dopo era arrivata una classe di studenti che ci guardava cosa si faceva, la nostra guida li ha spiegato cosa si faceva in quel momento, e mentre se ne andavano per ritornarci poco dopo, il sacerdote elevava l'ostia consacrata, e questi guardavano perchè questo sacerdote faceva vedere questo pezzo di ostia mentre tutti stavamo in ginocchio a (terra), per noi era normale ma per chi non sa sembra tutt'altro, che dire dovremo dare molta più importanza al mistero che celebriamo, che tante volte le distrazioni le diamo come scontato, invece in "terra straniera" quando non è "normale" si comprende come sia importante quella celebrazione che stiamo vivendo, in quella settimana mi ricordo che abbiamo celebrato in vari posti, boschi, strada, piazze giardinetti, in qualche parte ci hanno anche proibito, questo fa capire molto, a pensare che in quei luoghi come Tessalonica, Corinto e via dicendo inizio la prima comunità chiamata "cristiani", dove paolo a lavorato duramente per evangelizzare quei luoghi, dove ci fù anche il primo battesimo a donna Lidia, ed è emozionante camminare in quei luoghi ora rovine, tra Tempi, miti, leggende, c'èra anche qualcuno come paolo che cercava di portare sulla via buona quelle persone che si affidavano a dei che non guarivano, ecco che per fare una esperienza di fede della propria fede bisogna vivere o fare una esperienza di questo genere, vivere la propria fede nei luoghi dove non si vive la propria religione è comprendere quando sia importante viverla in pienezza nonostante le proprie fragilità, ecco perchè alcuni santi come san Francesco volevano andare in missione e cercare di evangelizzare con la propria vita, per far capire quando sia importante è vera la loro testimonianza del vangelo e saperla rafforzarla in loro nel vivere in quei luoghi di disagio e difficoltà a rischio della propria vita. Pace e gioia.    


Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 18 aprile 2018

Conoscere san Paolo


SULLE TRACE DI SAN PAOLO.

Tra qualche giorno avrò la grazia di andare a visitare i luoghi Paolini, almeno speriamo, san Paolo chiamato anche l'apostolo delle genti anche se era il persecutore delle genti, mi ha sempre appassionato, in particolare nei luoghi dove a vissuto, la gente di quei villaggi, dove ha scritto anche quelle bellissime lettere sia alle chiese ma anche alle genti, con l'aiuto del Signore parto per la Grecia per conoscere quei luoghi, anche oggi rimangano solamente pietre e storie, però immaginate che in quei posti in quelle strade che percorreva Paolo con i suoi discepoli, in questo modo ogni qualvolta si legge la sacra scrittura si nominano i Corinti, i Tessalonicesi e via dicendo, cosi sempre alla sequela di Paolo in Turchia qualche anno fa, oltre i luoghi vedere dove nasce la maggior parte della nostra religione, dove i sacri Concilii hanno confermati importanti dogmi e dottrine varie, ora terra di mussulmani, non solo altro che pietre adesso ma immaginate con la testa cosa poteva essere in quel tempo, passare per i villaggi dei grandi Padri della Chiesa o i luoghi della Cappadocia, chi conosce un pò di storia della chiesa comprenderà l'importanza di questi luoghi, quale terra di grazie è stata, ora solo terra di visite e studio, così anche i luoghi di Malta ha significato molto per san Paolo, le sue prigionie, conoscere realmente i suoi luoghi, così da vivere più realisticamente e sentirsi vicini a quei tempi ogni volta che si leggono i suoi testi che ancora oggi sono attuali, come i luoghi di Roma anche molto significativi, la figura di Paolo mi è stata sempre molto cara e affascinante dall'altra parte, come quest'uomo si e fatto plasmare dal Signore, evidentemente nel suo cuore esisteva quella piccolissima fiamma spenta direi, accecata dal potere e dalla gloria, e riaccesa in maniera meravigliosa.
Ho voluto condividere questa mia piccola esperienza che andrò a fare con l'aiuto del Signore e l'intercessione di san Francesco, per raccontarvi quale emozione ci sia conoscere veramente quei luoghi che spesso ascoltiamo nella Parola di Dio e viverli anche se per pochi giorni e i rimanenti ruderi, poi d'altra parte la Grecia e stata sempre la grande metà per i suoi miti, la sua gloriosa storia, il percorso filosofico, le scuole di pensiero, e questo come tanti altri posti che raccontano la nostra storia ci fa capire da dove deriviamo, e quanta storia abbiamo dietro, lotte, guerre, cosa che accade anche oggi ma in maniera più egoistica e prepotente, preghiamo il Signore per l' intercessione della beata Vergine Maria, che possa regnare l'amore, la pace e la speranza ed il Vangelo annunziato sia il Vangelo della gioia e della gloria per la vita eterna.     
Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 4 aprile 2018

LA GRAZIA DEL TEMPO PASQUALE.


VIVERE LA GIOIA DEL TEMPO PASQUALE.
    Con la Risurrezione di Cristo Re di eterna gloria, ci ha aperti un mondo nuovo, ci ha ridati la possibilità di vivere da risorti anche noi, perchè con la sua morte a distrutto il peccato, ed in nostro peccato più grande è quello del potere, dell'egoismo, e l'orgoglio, questi da parte mia sono i peccati che contaminano fortemente l'uomo di oggi, veramente e terribile ciò che sta succedendo nei nostri tempi, Cristo che ci da tanta fiducia, tanta misericordia, è la speranza dei nostri giorni, la salvezza di cui tutti aspettiamo, il medico che ci cura realmente da tutti i nostri mali spirituali, attraverso il perdono è la riconciliazione vicendevole, tutte queste cose lui c'è li dono in maniera gratuita e senza interessi, attraverso la sua Pasqua, che ci rende liberi dalla schiavitù del peccato crocifissa insieme alla sua donazione totale all'umanità, tutto dipende da noi per fare un buon cammino spirituale, Cristo ci ha datto tutti i mezzi e strumenti per farlo, anzi si e donato Lui sesso per vivere con noi, in noi, per noi, attraverso di noi, non sprechiamo questa occasione, apriamoci alla sua Parola, lui è lì che ci aspetta a braccia aperte, lasciamo il lievito vecchio marcire con le sue grettezze, mettiamo in atto il lievito naturale, la freschezza della risurrezione sta proprio in questo guardare il passato per migliorare il futuro, facendo morire il chicco di grano per far crescere semi di amore, di gioia, di fraternità, la carità consiste proprio in questo morire a se stessi per ritrovare il vero senso della vita risorta in Cristo, avere la gioia del cuore è il desiderio di voler cambiare e convertirsi in una vita ricca di pace e serenità.
  Per concludere questo piccolo pensiero auguro a tutti voi e ai vostri cari di poter vivere questo tempo di pasqua del Cristo Risorto per amore nostro e Gloria del padre celeste, di poter sperimentare la pienezza della gioia pasquale, nonostante le tribolazioni quotidiane con a benedizione di Maria Immacolata vi lascio la pace e ogni bene a tutti voi e alle vostre famiglie. Sentitevi amati dal Signore. Fr. Luciano ofmconv.  
Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 21 marzo 2018

Sé IL CHICCO DI GRANO MORISSE....


SE IL CHICCO DI GRANO...
      Il vangelo che abbiamo letto nella V domenica, parla del Chicco di grano che muore e produce molto frutto. Questo versetto mi è molto caro perchè l'ho scelto come frase per la mia professione perpetua dei consigli evangelici nel 2007, insieme al brano evangelico di san Matteo "la chiamata di Levi", due combinazioni molto forti che feci precedere da una veglia di preghiera che simbolicamente rappresentava il distacco dai propri cari e l'abbraccio della croce, l'unica cosa in comune era la luce che mi consegnavano e che rincosegnavo a loro. In questi anni ho sempre cercato di far cadere quel chicco di grano in terra fruttuosa per poter far germogliare qualcosa di buono, ovviamente non sono qui a dire se sia germogliato oppure no, questo lo sa solo Dio, il desiderio c'è sempre di farlo nonostante le prove, le difficoltà e le sofferenze, ma sappiamo anche che chi segue la croce non può sfuggire da queste cose, anzi più la si ama è la si rincorre sembra sempre più difficile, ma per chi ama nulla e impossibile, sappiamo che il chicco di grano è Gesù che muore per portare frutti di salvezza e di pace in terra buona, ma questa terra buona a volte è contaminata dal nostro troppo voler fare di nostra iniziativa, troppe nostre logiche, e a nulla vale sembrerebbe questo morire per noi, ma solo un semplice ringraziamento per il bene fatto a noi, ma questo bene fatto a noi dovrebbe moltiplicarsi, fruttificarsi, dare altri frutti anzi un continuare a dare frutti, ma non sempre questa realtà avviene, come mai mi domando? Forse il mio voler essere o sapere è più grande del Signore e quindi e inferiore; ma pensate quanto amore c'è in tutto questo morire, un morire per vivere, un perdersi per ritrovarsi, un testimoniare per essere, un dare per ricevere, da comprendere non è difficile, ma nel praticare facciamo sempre tanta fatica, anche se desideriamo il bene e operare nella carità, ma c'è sempre da combattere, ed questo saper combattere insieme alla preghiera ai sacramenti che ci deve dare la perseveranza della vittoria, non ci deve spaventare il fallimento, l'abbandono, la sfiducia, lo stesso Gesù sentì solitudine e abbandono perchè umanamente e così, ma interiormente, spiritualmente, nell'uomo nuovo che tutti abbiamo questo non c'è, ma esiste una grande speranza, una certezza fondata su Colui che per primo l'ha sperimentata, è ci ha dato la testimonianza vera e credibile, quella della Risurrezione, della vita eterna, certo non sappiamo come sia questa vita eterna ma abbiamo la certezza che vivremo nella pace e nell'amore del padre per sempre, ci sarà il tempo senza tempo, l'infinito con il finito, solo a pensarci mi viene il brivido di quanta grandezza ci riserva dopo il nostra camminare in questa vita. 
       Parlavo all'inizio della chiama di Levi, che decise di seguirlo lui che poteva essere il più disonesto, a volte basta uno sguardo, una parola, che ti trasmette una ricchezza di vita, di cambiamento di vita, se la durezza del nostro cuore non sarebbe cosi pesante a volte, che poi a volte capita tutto ciò, per delusione o traumi del passato, o per la troppa bontà o semplicità di vita evangelica questa potrebbe essere una delle reazioni del cuore indurito, ma questo non ci deve spaventare nel mondo di oggi con tutte le sue brutti mali. 
      Comunque visto che mi sono dilungato troppo, vogliamo invocare la presenza dello Spirito santo che ci possa illuminare sempre su vie giuste e diritte che seguono l'unico è vero maestro è senza avere paure di affrontare la croce  che darà al suo tempo gioia e pace, è con questa gioia e pace vi benedico per intercessione della Vergine Maria. fr. Luciano.      
Il Signore ti dia pace e gioia!

mercoledì 7 marzo 2018

APRIRSI ALL'AMORE VICENDEVOLE.


IL VALORE DEL DISTACCO DELLE PASSIONI UMANE.
Pace e gioia a tutti voi carissimi, siamo qui con il nostro appuntamento settimanale con il blog del frate, come state notando gli articoli di queste settimane parlano dei vangeli della settimana, sono piccole riflessioni o meditazioni personali ma che condivido volentieri, non sono studi approfonditi ne studi di alta teologia ma semplici spunti di riflessione meditate durante la settimana, anche in questa settimana i Vangeli sono molto forti, sono vangeli che quasi li conosciamo un pò a memoria, ma il loro messaggio e sempre profondo, nuovo e ti mettono in crisi, guai se non fosse cosi, perchè sarebbe una semplice lettura di un bel libro che racconta la storia di un personaggio che si chiama Gesù è di tutta la sua bella vita, invece no! Deve essere molto di più, deve essere l'ossigeno che respiriamo, il cibo che mangiamo, le relazioni che ogni giorno abbiamo, deve essere la nostra stessa vita che si deve modellare su quella dei Vangeli, è non viceversa.
La settimana (dal giovedì in poi) inizia proprio un un forte messaggio, il vangelo del ricco Epulone e del povero Lazzaro, la domanda che mi nasce e che mi scruta è qual è  il mio comportamento verso il "povero"? lasciamo perdere per un momento le notizie che sentiamo, quindi quale cura ho in lui, che potrebbe essere anche un malato, un sofferente, o una persona in solitudine, sicuramente un gesto di carità ma cosa mi spinge a farlo? per un amore disinteressato come santa Teresa di Calcutta o per umanità, le risposte potrebbero essere tante, l'importante e non chiudersi in quel egoismo egocentrismo che fa si che esisto solo io, perchè il nostro fine non è pensare a se stesso ma donare se stesso è curare l'altro come me stesso, perchè quanto ci assale la sofferenza vogliamo correre ai ripari, alle preghiere, non devo aspettate di convertirmi l'ultimo giorno ma ho avuto una vita intera cosa ne avrò fatto?
Noi siamo troppo attaccati alle passioni e al potere, volendo si potrebbe collegare bene il Vangelo di venerdì della vigna, uccidiamolo così diventeremo erede, cosa pensiamo in quel momento al potere assoluto è non quello condiviso, tutto mio, quanti liti ci sono per le varie eredità che finscono anche in tragedie, eppure dicevano che si amavano così tanto, ma il dio-denaro li divide, neanche tra fratelli si riconoscono, pensate un pò che potere ha questo fatto,  l'onesta, l'amore fraterno, la sincerità portano pace e concordie, viceversa portano odio e violenza e non germogliano buoni frutti!  
Il vangelo pel padre misericordioso o del figlio prodigo, ci interpella realmente sul nostro agire, sul nostro modo di guardare l'altro specialmente se e un nostro fratello, sulla nostra logica di essere buoni e bravi, e ancora una volta ci chiudiamo nella nostra giustizia, senza aprirci sull'amore gratuito, se pensasi che Gesù è morto anche per me che lo ha crocifisso e qualche ora prima lo osannava perchè mi ha fatto ciò che volevo, ci penserei più volte prima del mio agire, una buona coscienza scrupolosa anche se sbaglia sa ritornare su i suoi passi e sa chiedere anche scusa.
Quando si tratta di interessi o di guadagno non si guarda spesse volte ne il luogo ne il rispetto del luogo, ma solo al mio interesse, il Vangelo della III° dom. c'è lo dice quando Gesù scaccia i venditori dal tempio, non per quello che fanno ma dove lo fanno e senza rispetto, quante volte entriamo in una chiesa, specialmente artistiche , ma non sappiamo che cosa sia una chiesa, magari non passiamo neanche davanti al SS: Sacramento, al limiti un segno di croce giusto per..., Gesù ci insegna che queste cose terrene passano, si distruggono e ci costruiscono nuove, ma quelle eterne rimangono per sempre se noi ci nutriamo della sua Carne e del Suo Sangue con umiltà e pentimento con il desiderio di conversione è promessa una caparra della vita eterna.
Concludiamo con il bellissimo Vangelo del saper perdonare non sette volte ma settantasette volte, questi non sono semplicemente numeri ma contengono un ricco e profondo valore umano e spirituale, una domanda che mi farei è com'è il mio perdono? Quante volte riesco a perdonare ma meglio ancora a perdonarmi o scusarmi con me stesso? Dal perdono nasce la carità è dalla carità nasce l'amore misericordioso del Padre attraverso il Figlio che manifesto nel fratello buono o cattivo che sia. 
Il Signore vi benedica ! Pace e bene fr. Luciano. 
Il Signore ti dia pace e gioia!

MEDITAZIONI

MEDITARE... Alcune semplici riflessioni sulla vita, per ritrovare serenità e armonia se stessi e con gli altri.... Illuminaci con la...