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venerdì 21 marzo 2014

Camminare nella Quaresima....

CONTRO I PENSIERI DELL’AVARIZIA.
Ascoltiamo Evagrio Pontico:
Contro il pensiero che non ci lascia distribuire i nostri beni, presentando buoni motivi davanti ai nostri occhi: Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel Regno di Dio! (Mc 10,23)
L’amore per il denaro è la radice di ogni male, e alimenta, come delle maligne ramificazioni, le altre passioni e non permette che avvizziscano quelle che fioriscono da essa. L’idolo dei soldi quello del potere terreno fa illudere di essere felice e sereno, ma il vangelo e molto chiaro chi non condivide i propri beni “difficilmente entrerà nel regno dei cieli ”, questo ci fa comprendere che non sono i soldi i poteri con i suoi bene che ci devono possedere, ma viceversa a saper condividere con equilibrio e saggezza per le necessità altrui, Gesù non dice che dobbiamo spropriarci dei beni, ma saperli usare per il bene di tutti.
Quindi l’insegnamento di Gesù è chiaro, i beni in se stessi non sono cattivi, ma è l’animo dell’uomo che è cattivo perché ha il cuore attaccato ai propri beni “Dov’è il tuo cuore li è la tua ricchezza”,  egli pensa solo a se stesso e non agli altri e cosi non potrà arricchirsi di Dio, Dio si trova nei fratelli e non nel suo “io”.
L’avarizia è definita uno smodato desiderio di ricchezze e di beni materiali, con scarso desiderio di spendere o a donare elemosina. 
Quali rimedi per una vita equilibrata e serena:
Non riempirsi di lavora trascurando il valore e il tempo per la famiglia,
coltivare interessi sociali e di volontariato,
eliminare il superfluo che si distrae nella vita e nella propria casa,
praticare e aver fiducia nella provvidenza del Signore,
praticare la generosità di cuore e di carità,
evitare le ingiustizie, essere onesti e sinceri,
bisogna ricordare che il denaro è un buon servo ed un cattivo padrone.
L'esempio di san Francesco di Assisi:
San Francesco la povertà la chiamava "Madonna povertà", la sua vita e stata tutto un impoverimento per arricchirsi, infatti il povero e ricco anche se non lo sa, perché confida nel Signore e ha piena fiducia in Lui perché sa che non lo abbandona, e Francesco ha fatto questo con tutto il cuore e con tutta l'anima, si e impoverito perché voleva gustare la pienezza dell'amore del Cristo, invochiamo il  Signore affinché anche noi possiamo liberarci dal superfluo e ringraziare il Signore per quello che ci dona ogni giorno, senza desiderare il di più di ciò che abbiamo o possediamo. 
PREGHIERA.

Liberaci, o Signore dalla bramosia smontata di voler accumulare beni materiali e passeggeri, di voler rincorrere  e appagare, desideri e piaceri effimeri, di cercare sempre tutto ciò che ci permette una vita disordinata e mai soddisfatta. Amen

Seguite questo video: Sui Sette Peccati Capitali - 02 l'Avarizia.

Il Signore ti dia pace e gioia!

sabato 15 marzo 2014

CAMMINARE IN QUARESIMA..

CONTRO I PENSIERI DELLA FORNICAZIONE
La voce dei padri del deserto: “ Contro i pensieri impuri che a volte ci consegnano al male con visioni notturne e a volte di giorno danno vita ad una fantasmagoria nella nostra mente: << Perché, sappiatelo   bene, nessun fornicatore, o impuro o avaro - che e roba da idolatri- avrà parte del regno di Cristo  e di Dio. (Ef 5,5).
Evagrio Pontico: “La temperanza genera la continenza, ma l’ingordigia è madre dell’intemperanza. La lussuria prenderà la sazietà come alleata come lotta. La vista di una donna è come una freccia avvelenata, ferisce l’anima e vi inocula in veleno. Quando il ricordo di una donna non provoca la passione, allora puoi pensare di essere ormai vicino alla castità. La passione e soggetta a ricadute è il pericolo e vicino”.
Dice il catechismo della chiesa cattolica :”La lussuria è un desiderio disordinato , o una ricerca sregolata del piacere fisico” . Godere o sentire il piacere sessuale non è di per se lussuria, può diventarlo quando non siamo più capaci di farne a meno, quando diviene pensiero che predomina tutto. Allora il lussurioso è un consumista del sesso. “La lussuria è una passione tenace” perché promette un piacere particolarmente intenso. Sembra che nella mentalità odierna il sesso e come fosse una merce con altre è il trionfo dell’idolatria del sessuale. Invece il desiderio sessuale è legittimo ed è santo, quando è un invito a camminare verso la comunione e riguarda tutta la personalità è la manifestazione del dono del se all’altro, è il coronamento dell’unione, tale e vissuto come storia d’amore. La grande tradizione cristiana, ci insegna che per combattere questa lotta contro la fornicazione c’è bisogno di una igiene spirituale profonda una vera e propria pulizia della mente e del cuore. Rispettare la propria sessualità comporta la padronanza di sé e un giusto senso di libertà di se stesso e degli altri. Le conseguenze negative e pericolose del vizio della lussuria sono varie e portano anche alla morte, perché si litiga per sesso, si uccide per passione, l’infedeltà della coppia, adulteri, porta a divorzi, drammi giovanili, gravidanze precoci, perché non c’è più l’amore ma esiste solo il sesso che prende il volo e diventa vizio e peccato.
Concludiamo con alcuni consigli, l’osservanza dei precetti e il divieto della morale cristiana, forza della volontà, custodia degli occhi, non sprechiamoli in cose inutili e vane, pregare e fare opere di carità, farsi aiutare con la grazia dei sacramenti, chiedere il dono, ad esempio il dominio di sé, il dono dello Spirito che ci custodisca, essere attenti a non cadere che c’è di male poi si trasformerà in inclinazione cattiva e diventa vizio. Ogni ascesi, cammino verso la santità ci richiede un cammino di conoscenza di noi stessi, per poter camminare nella libertà.


Signore rendici attenti a non scambiare il senso della libertà di pensiero o di comportamento con la pratica del libertinaggio subdolo che ci rende schiavi delle nostre passioni più feroci.

Il Signore ti dia pace e gioia!


All'interno di questo canale troverete: i sette peccati capitali 03  LUSSURIA.

domenica 9 marzo 2014

CAMMINARE IN QUARESIMA..

CONTRO I PENSIERI DI INGORDIGIA.
“Contro i pensieri che, trascurando la fatica del digiuno cercano di coltivare la terra spirituale: Issacar aspirava al bello, accompagnandosi in mezzo agli appezzamenti; e vedendo che era buono il suo luogo di sosta e fertile la sua terra,piegò le sue spalle al lavoro penoso e divenne un bracciante (Gen 49, 14-15).
Ascoltiamo la voce del deserto: Il principio del frutto è il fiore e principio della vita pratica la temperanza, colui che domina il ventre, fa diminuire le passioni, ma colui che si lascia vincere dai cibi, aumenta i piaceri, “L’aver eliminato l’ingordigia ha generato la contemplazione pratica”.  Il desiderio di cibo ha desiderato la disobbedienza, e il dolce gustare ha scacciato il paradiso, (Evagrio Pontico).
      Cerchiamo di tradurlo ai nostri giorni : La gola come vizio è voracità, “follia del ventre” secondo il temine greco, chi lo possiede ha sempre la bocca aperta in attesa che viene riempita, il suo stomaco e come un tritacarne, come gli antichi romani mangiavano senza sazietà e peccavano di lussuria e fornicazione. La gola si basa su un desiderio smisurato e perciò si può porre un rimedio orientando questo desiderio verso il vero bene.
        La prima medicina per combattere il vizio della gola: “è l’ascesi” cioè un allenamento graduale a sapersi astenersi dal mangiare molto, il saper mettere un limite i “no” che fanno bene. La pratica del digiuno moderato non indica un disprezzo del cibo, né va intesa solo come una penitenza per acquistare meriti, ma va unità alla pratica della carità. Si dice che l’uomo spirituale si vede anche da come si alimenta, da come gestisce il cibo, questo non vuol dire che non mangia o che fa pratiche particolari, ma sa equilibrarsi, non si fa dominare da essi, sa porsi un limite. Si dice che la tavola fa allegria, rende famiglia, e luogo di dialogo e di fraternità, ma questo non dice di abusare nel cibo e nelle bevande, cosa produce l’eccesivo mangiare, il senso di pesantezza, un po’ di nervosismo, mal pensieri, voglia di dormire, oltre al mal fisico, nessuno ci dice di non mangiare quello o quell’altro, perché tutto e dono gratuito del Signore, ma saperlo usarlo con equilibrio e saggezza, e un modo anche per rendere grazie al Signore, ed in senso di sobrietà per chi non lo ha, si dice che il “mangiar bene e sano e segno di salute e grazie con se stesso e con gli altri”, il mangiar troppo segno di mal umore e disarmonia con se stesso, il cibo non deve essere un punto di sfogo per le rabbie o altro, per questo ci sono altri rimedi, il dialogo, la preghiera, un padre spirituale, o altri svaghi, se si cade nell’ingordigia per mancanza di affetto o per fughe difficilmente riuscirà a uscirle fuori se non con un cammino di fede guidato spiritualmente e psicologicamente.
      Concludiamo con i Padri: Contro l’anima che è imprigionata dall’ingordigia e crede di percorrere la via della vita soddisfacendo il corpo e inseguendo i piaceri : Stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita e pochi sono quelli che la trovano (Mt 7,14).

Preghiera.

Mangiare è il più primordiale dei bisogni. E anche tu Gesù, ti sei adeguato a questa necessità, insegnaci, perciò, a sederci a tavola con tutti e soprattutto in famiglia, ma con uno stile da “credenti” . Trasforma le nostre mense più opulenti in un momento di incontro e di dialogo tra persone diverse che desiderano riempire il cuore più che il piatto. Liberaci dalla fretta nevrotica delle nostre tavole, dove il cibo e consumato senza calore e senza poesia, trasformandoci in essere affamati, ciechi e sordi.  




Un Video molto bello che racchiude tutto il significato dalla storia, all'umanità, alla spiritualità, alla scienza seguite questo canale e trovate tutti sette Vizi.
Questa e la superbia

Il Signore ti dia pace e gioia!

venerdì 28 febbraio 2014

In Cammino verso la Quaresima.

IN CAMMINO VERSO LA QUARESIMA ....
           Con la Quaresima, l’invito è ad una rinnovata conversione, “il ritornare alle fonti”, il ritornare alle origini ci richiama al battessimo, a quella veste bianca segno della purezza divina, ma lungo la vita vivere con questa purezza sembra sempre più difficile e impossibile, ma l’importate che sappiamo ritornare sulla vera strada che ci conduce alla primitiva fonte, e per giungere a questa fonte bisogna svuotarsi, per arrivare ad essere poveri e semplici, cercando di distaccarci da quei pensieri, atteggiamenti, logiche che ci allontanano dal vero Amore, da Dio, e su questi intendo vogliamo intraprendere il nostro ritornare alle fonti, ci accompagnerà Evagrio Pontico, un padre del deserto, san Francesco di Assisi  è le Sacre Scritture, non si può partire per un viaggio se non si ha una guida sicure e fedele. Con Evagrio conosceremo quei pensieri che possono trasformarsi in atteggiamenti o stile di vita, i cosi detti i vizi capitali, che a volte possono essere anche forme di malattie,  o come li delinea Pontico “i pensieri della malvagità o li spiriti della malvagità”, chiamate anche le figlie del demonio, che fanno si l’uomo sembra felice ma che in realtà rovinano sia il corpo umano sia quello spirituale, e lo faremo insieme al nostro stile francescano sull’esempio di san Francesco, che sempre si e fatto illuminare dalle Sacre Scritture.


“In questa battaglia abbiamo bisogno una armatura (Ef. 6,11.13) spirituale, ossia: retta fede e, poi, dottrina consistente in digiuno perfetto, valorose gesta d’eroi, umiltà, quiete difficilmente o in nessun modo turbata e preghiera incessante (1Ts 5,17)”. Alla vita spirituale appartengono queste cose. Ecco uno schema base :

Inizieremo a conoscere :
I vizi capitali sono un elenco di inclinazioni 
profonde, morali e comportamentali, dell'anima umana, spesso e impropriamente chiamati peccati capitali. Questo elenco di vizi distruggerebbero l'anima umana, contrapponendosi alle virtù, che invece ne promuovono la crescita. Sono ritenuti "capitali" poiché più gravi, principali, riguardanti la profondità della natura umana. Impropriamente chiamati "peccati", nella morale filosofica e cristiana i vizi sarebbero già causa del peccato, che ne è invece il suo relativo effetto.
“Ma ormai è tempo di combattere questa lotta, con la forza del nostro Signor Gesù Cristo (1Cor 5,4) contro il pensiero dell’ingordigia e, a partire da qui gli altri sette pensieri”.

Il Signore ti dia pace e gioia!
fr. Luciano.

mercoledì 26 febbraio 2014

In cammino verso la Quaresima

IN CAMMINO VERSO LA PASQUA DEL RISORTO


Ci avviciniamo sempre di più, alla grande liturgia che racchiude tutte le liturgie, per arrivare con cuore libero alla Pasqua, per questo dobbiamo percorrere la nostra vita, non possiamo arrivare alla vita spirituale se prima non conosciamo la vita umana, con le sue passioni, le sue cecità, i suoi limiti, ma anche le sue capacità, i suoi doni, i suoi carismi, un cammino di fede comporta anche un cammino umano di sensibilità, di rispetto, di accettazione delle proprie capacità e doni, come allo stesso modo l’accettazione delle proprie piccolezze, delle fragilità, delle proprie povertà. Ad esempio: "Perché invidiare l’altro per le sue capacità ed ignorare le mie che sono sempre dono del Signore?" San Paolo ci ricorda che ognuno ha i suoi carismi che li esercita come li ha ricevuti, invece di invidiare devo imparare a ringraziare il Signore perché insieme possiamo costruire un’unica fraternità; Oppure perché certe azione mi urtano? Siamo sicuri che sia l’altro che sbaglia? Non potrebbe essere che in quel gesto riscopro un qualcosa che non accetto di me stesso, e faccio fatica a conviverci? Se invece provo a metterci una motivazione sana ed equilibrata potrebbe uscirne fuori un qualcosa di bello che non sapevo di avere. O ancora, perché quando non ricevo ringraziamenti sono spento nonostante dico io faccio tutti in maniera gratuita e non mi sento felice? La gratuità rende l’anima libera e serena, eppure San paolo ci ricorda il cantico della carità, "La carità non chiede ma dona sempre", ed ancora perché faccio fatica ad superare le passioni, il Vangelo ci ricorda umiliati sotto la potente mano del Signore e sarai libero dalle tue passioni, gli evangelisti ci presentano il deserto come luogo delle tentazioni, dove i Padri del deserto ci illustrano in maniera eccellente come poter superare le prove, i vari pensieri che affollano la mente dalle logiche umane e non lasciano respiro alla voce del Signore, perciò si e invitati a lasciar ogni cosa per rientrare in se stesso stando in luogo distaccato da ogni distrazione umana. Una volta incamminati su questa strada percorrendo strade tortuose, ma anche diritte, possiamo intravedere la via della luce intramontabile, la strada delle beatitudini, dare significato al digiuno secondo la chiesa cattolica, maestra di fede, un cammino di ascesi per attraversare la notte oscura, dove poi ci aspetterà l’amore assoluto, vivremo la carità assoluta, saremo creature nuove, testimoni del Risorto. Affidiamoci da ora all’intercessione di Maria Immacolata e al poverello di Assisi chi ci aiutino a percorrere questa avventura incontro al Cristo Risorto.       
Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 25 febbraio 2014

IN CAMMINO ....

VERSO LA PASQUA

Anche quest'anno abbiamo questo grande dono del tempo di Quaresima, anche quest'anno siamo chiamati a vivere il nostro credo, a rafforzare la nostra fede, a far rivivere la gioia della sequela, in questa Quaresima non vogliamo soddisfarci solamente di belle parole, di profonde meditazioni, di inviti alla conversione, di rinunzie a quant'altro, ma le vogliamo arricchirle conoscendo meglio noi stessi, conoscendo ciò che ci tiene legati, ciò che non riusciamo ad accettare, conoscendo le paure e affrontandole, come affrontare le tentazioni, capire dalle passioni, il significato del digiuno ed i suoi frutti, la preghiera il dono dell'uomo nuovo, gli effetti della carità, questi sono i grandi temi della Quaresima, oltre al cammino delle Beatitudini, facendoci aiutare con brevi brani evangelici, dai Padri, con l'aiuto della preghiera, dell'ascolto, della disponibilità, dell'accoglienza, e impegnativo e forse neanche riusciremo a fare tanto, ma una cosa e certo almeno abbiamo camminato con fede e speranza nel desiderare una vita risorta con il Risorto, ci accompagnino in questo camminare verso la Pasqua del Risorto, Francesco di Assisi insieme al Beato Bonaventura da Potenza e tutti i santi francescani con la benedizione dell'Immacolata Vergine donna della resurrezione. Amen.  



Il Signore ti dia pace e gioia!

domenica 9 febbraio 2014

Noi siamo Luce del mondo!

SIAMO IL SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO!
Il Vangelo di questa domenica e meraviglioso, Gesù ci dice chi siamo e cosa dobbiamo fare, non "dovete essere", ma "siete", ecco la novità! Come possiamo essere la "Luce della terra", siamo luce per i tanti talenti a volte nascosti o non conosciuti, i vari carismi, i vari doni, e per questo dobbiamo ringraziare il Signore per tutto quello che ci dona, e per quello che noi siamo, e non per quello che vorremmo essere, forse perché vediamo gli altri hanno un qualcosa in più a noi, ma ugualmente dobbiamo ringraziare il Signore per le qualità dell'altro che insieme alle mie si arricchiscono di tesori inestimabili la vita do ognuno, ad ognuno di noi il Signore ci ha donato dei doni, delle caratteristiche, e quelle dobbiamo alimentare e far crescere in noi, ecco essere luce delle genti, luce dei cuori, perché nascondere tante qualità, solitamente diciamo: "non sono portato a...., non è per me fare...", ognuno di noi e prezioso agli occhi di Dio, ed ha un ruolo preciso per la realizzazione del progetto d'amore che il buon Dio ha posto in noi, non ci ha dato la vita per caso, ma perché la possiamo fruttificare il più possibile, e come quando c'è una bellissima giornata con un sole splendido e diciamo che meraviglia, un cielo azzurro rende armonioso e sereno, cosi e la nostra luce, certo non bisogna vantarsi, ma essere umili ringraziando il Signore che mia ama e ha posto in me la sua fiducia. "Siete" "sale della terra". Come possiamo dare sapore alla terra? Con la nostra testimonianza, la nostra vita interiore unita con quella del Signore, nella semplicità di ogni giorno, non c'è bisogno di fare grandi e mirabili cose, ma quelle semplici e amorose di carità; e "se perdesse il sapore", vuol dire che stiamo camminando in altre direzioni che sembrano luce ma non trasmettono luce. Il sale poi ha diverse modalità di essere usato per dare un sapore, ma anche per purificare, o bruciare quando lo si mette per non far crescere l'erba ad esempio, e se lo usiamo in questo modo forse perché abbiamo qualche paura di perdere qualcosa, non do il giusto sapore, se ne sarebbero ancora tante di cose da poter dire, ma chiediamo luce allo Spirito affinché possiamo essere sempre radianti e solari, non vuol dire ridere sempre, ma essere sereni interiormente, anche se in questo tempo sembra tutto difficile, ma coraggio confidiamo nell'amore misericordioso del Signore, Via, verità, Vita. Amen!!!
Il Signore ti dia pace e gioia!

lunedì 3 febbraio 2014

Le antiche tradizioni Francescane.

INCONTRO DI PREGHIERA
SUL SIGNIFICATO DELLA “CORDA PIA”


Che cos’è la “corda pia”?
                È una celebrazione tipicamente francescana, celebrata in modo particolare proprio dai frati minori conventuali.
                 Perché viene celebrata?
                 Per rivivere il mistero della nostra redenzione, la croce gloriosa di Cristo in comunione con le stigmate di Francesco.
                 Quando viene celebrata?
                 La corda pia e celebrata in maniera particolare nel tempo di quaresima in comunione con la via crucis.
                Cosa significa “corda pia”?
                 Il termine corda pia dal latino indica i “cuori pii” che troviamo anche nell’antico inno dedicato all’amore non amato, perché cuori pii? Dalla purezza dell’anima di amare il Signore che si dona totalmente a noi nasce questo atteggiamento, in Francesco l’ “Alter Christus”, che nasce il suo amore rivivendo la passione di Gesù, che si rispecchia nel prodigio delle sacre stimmate impresse nel suo corpo, come ad incarnazione del Verbo fatto carne.
                Che cos’è la corda pia?
                 La “corda pia” è una liturgia penitenziale, imperniata sulla meditazione della passione di nostro Signore che si rispecchia in Francesco con l’impressione delle stimmate, e un rivivere il venerdì santo, il celebrare l’esaltazione di quella gloriosa croce, rendendo grazie per il dono della vita che ci ha donato Gesù, e Francesco lo ha rivissuto sul monte “La Verna”, in quel mirabile e commovente episodio delle stimmate due anni prima del suo viaggio con sorella morte, e un aver configurato ed incarnato il datore della vita nella sua mirabile ed esemplare vita tutta vissuta nel Suo amore, tra tribolazioni e sofferenze, ma mai stancandosi dal suo Cristo povero e umile, proprio come ha vissuto lui, nella povertà che lo arricchito dell’amore del suo Signore, è nell’umiltà più profonda, più intima, più gloriosa. “Le stigmate sono l’abbraccio di Dio per la sua creatura che ha vissuto la passione del figlio Gesù, è il segno più alto e indicibile dell’amore dell’anima verso il suo Signore”.
                 In una prima ricerca riguarda il significato delle ali del serafino, le prime due ali, che velano la testa, significano: l’amore di Dio padre e il timore del Signore;
Le due mediane indicano il duplice amore che dobbiamo avere verso il prossimo: operare il bene spirituale e materiale del medesimo;
Le inferiori fanno scomparire la miseria morale, spingendo l’anima alla contraddizione e alla purificazione delle proprie colpe.

                 E non poteva non finire con il memoriale del dolore della beata Vergine Maria. Ora tocca a noi nel rivivere questo mistero di grazia nel prendere esempio e nel pregare il Signore per intercessione di Francesco di farci penetrare in questo mirabile mistero della croce di nostro Signore. 
Il Signore ti dia pace e gioia!

martedì 31 dicembre 2013

Ti aspettiamo 2014 ....

TI ASPETTIAMO 2014 ...
Tra qualche ora giunge il 2014, cosa lasciamo nel 2013, cosa ci lascia il 2013, cosa ci ha insegnato il 2013, cosa abbiamo insegnato il 2013, sappiamo chi bene e il male il 2013 è stato per chi sereno e chi meno, chi sofferente e chi meno, chi ha perso e chi ha trovato, dire auguri solo formalmente giusto perché cosi si usa fare mi sembra un pò poco, ma augurare il bene, perché lo desideriamo, augurare serenità perchè la cerchiamo, augurare le grazie del cielo perché ci crediamo e amiamo, ma promettere ma poi sappiamo che non ci riusciamo o quasi sembra sempre poco, ma impegnarci perché ne sentiamo il bisogno, questo sembra molto bello, non sarà immediato, non sarà tra qualche giorno o tra qualche mese, ma se cerco ogni giorno di far quel poco che posso fare per migliorare sapendo lasciare il vecchio, perché mi ostacola nell'operare il bene, quel poco di ogni giorno alla fine del 2014 diventerà quel tanto che do desiderato e augurato all'inizio dell'anno, sappiamo che le passioni, le difficoltà, i limiti e tutto l'elenco che ben sappiamo e i suoi interessi ci sono e ci saranno forse fino a che sorella morte ci separi, ma se auguro il bene e l'amore è perché voglio lasciare le logiche della ragione dell'"io" e rinascere nell'ottica della fede nel Cristo nato per noi, io non cambierò domani ne dopodomani, ma so che se voglio riesco a uscire da me stesso e vivere nella speranza, nella carità, nel silenzio, nel servizio, nella semplicità evangelica, nell'umiltà della Parola di Dio, con l'aiuto della preghiera e dei sacramenti, sia questo allora l'augurio che ci vogliamo trasmettere che con l'aiuto e la potenza della preghiera possa essere un'anno ricco di umanità, di misericordia, di carità. di comprensione, di dialogo e apertura alla Parola di Dio, Via, Verità e Vita. E' a tutti voi auguri un sereno e santo anno nuovo in San Francesco e Santa Chiara di Assisi, che l'Immacolata ci custodisca e ci aiuti a camminare nelle strade che ci conducono al Figlio Gesù fonte e culmine della nostra vita. Pace e bene! fr. Luciano Ofmconv.


Il Signore ti dia pace e bene!

mercoledì 25 dicembre 2013

BUON NATALE

Il Signore ti dia pace e gioia!

UN FELICE SANTO NATALE A TUTTI VOI CON LA BENEDIZIONE DEL SIGNORE CHE NASCE PER TUTTI NOI E NEI NOSTRI CUORI ... VOGLIAMO STARE CON TE GESU' .....BUON NATALEEEEEEEEEEEE!!!

domenica 15 dicembre 2013

PREPARARSI AL NATALE.

A TUTTI VOI CARISSIMI BUONA PREPARAZIONE AL SANTO NATALE, AL GRANDE MISTERO DELL'INCARNAZIONE, POSSA DIO DONARCI LA GIOIA E LO STUPORE DEI BAMBINI, SOLO COSI POSSIAMO ACCOGLIERE NEL NOSTRO CUORE LA GIOIA DEL NATALE E PREPARARE LA CULLA PER GESU' PER TROVAR UN CUORE CALDO E AMOROSA CHE LO ACCOGLIE E LO AMA!!!


Il Signore ti dia pace e gioia!

MEDITAZIONI

MEDITARE... Alcune semplici riflessioni sulla vita, per ritrovare serenità e armonia se stessi e con gli altri.... Illuminaci con la...